sabato 19 maggio 2012

Culturalismo e “velinismo”

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Lo sguardo

Lo sguardo vispo ed il fisico tarchiato sono quelli di 15 anni orsono, l’abbigliamento elegante decisamente no. E’ sempre un piacere ritrovare casualmente per strada vecchi compagni di scuola, i discorsi son quelli soliti, i ricordi anche.

<<Sono un avvocato in cerca di prima occupazione….>> mi fa con malcelata ironia, cui gli rispondo <<beh neanch’io me la passo tanto bene, laureato in giurisprudenza frequento un master di giornalismo….>>.


Un breve excursus sulle carriere scolastiche dei vecchi amici ci riporta ad una tragicomica realtà, il novanta per cento della nostra vecchia classe sono dei professionisti disoccupati”.


Soddisfazione e fastidio si mescolano in un guazzabuglio nutrito di affettività e realismo. L’indubbio piacere perchè la maggior parte dei vecchi compagni di classe siano diventati dei profesionisti fa da contro altare ad un interrogativo; davvero tutti meritavano di esser “dottori”? Osservo la nostra società ed i suoi gangli governati dai fautori di due opposte culture, in antitesi eppure equivalenti tra loro; “velinismo” e culturalismo.

Cos’è che le accomuna è presto detto: il culto del primeggiare. Arrivare primi e non accontentarsi mai a costo anche di sacrificare le proprie inclinazioni appare oggi l’unica liturgia laica. Modeste signorine che avrebbero potuto essere ottime casalinghe, siedono fiere nei banchi del parlamento o si atteggiano ad attrici di successo, semplici ragionieri che si credono commercialisti di fama mondiale, buoni imprenditori che si autodefiniscono grandi statisti.

E’ davvero progresso tutto ciò?

 

Il mercimonio del proprio  corpo  piuttosto   che  la vacua ostentazione di cultura composta solo  di sterile nozionismo, appaiono  oggi  giorno le uniche chance per riuscire a trovare lavoro nella  società  dell’apparire.

Cerco di guardare oltre, inseguo ciò che credo di saper far meglio, e non è detto che lo sappia far bene, ho ancora tanto da imparare ma dinanzi a me c’è l’ostacolo della preselezione, 150 candidati per soli 30 posti.

Non importa la voglia che hai di imparare, la passione che ti spingerebbe a qualsiasi genere di sacrifcio pur di inseguire un sogno, le potenzialità che forse ci sono e forse no ma che comunque varrebbe lo stesso la pena di testare; no; ciò che più conta è altro.

Culturalismo o “velinismo”, tertium non datur.

Culturalismo o “velinismo”, tertium non datur.


 

Raffaele de Chiara


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