sabato 19 maggio 2012

Essere onesti è inutile

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto grotteschi quanto vacui. «Io non voto per far cadere il governo» così il leader del Carroccio Umberto Bossi durante l’ultima votazione a Montecitorio. Nulla di strano, il senatur fa parte della maggioranza ed è ovvio che appoggi l’esecutivo,  se non fosse per la natura del voto in questione. La Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli per Marco Milanese deputato ed ex braccio destro del ministro dell’economia Giulio Tremonti; Milanese è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

La divisione dei poteri in democrazia,  esecutivo, legislativo e giurisdizionale,  è un principio ormai talmente acquisito nella cultura occidentale da non dover meritare neppure un cenno ma evidentemente non sempre la realtà è così come appare.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Tra le tante esplicazioni del suddetto principio figura esserci anche l’autorizzazione all’arresto da parte del Parlamento nel caso la magistratura voglia restringere la libertà di uno dei suoi membri. Unico motivo per cui però le Camere possono respingere la richiesta è il cosiddetto “fumus persecutionis” ossia un atteggiamento da parte della magistratura così manifestamente persecutorio e pretestuoso nei confronti della classe politica da mettere la democrazia ed il suo delicato equilibrio di poteri in serio pericolo. Esclusa tale circostanza non esiste motivazione che tenga; un parlamentare difronte alla legge è un cittadino come qualsiasi altro. Premesso ciò non si vede come la votazione che ha riguardato la richiesta di arresto per Milanese, salvo tra l’altro per sei voti di scarto, possa avere delle connotazioni politiche.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Capisco che il senatur ed il suo elettorato di valligiani e uomini dediti più al celodurismo che alla cultura giuridica, badino alla concretezza degli atti anzichè alla sottigliezza dei ragionamenti ma dov’è finita la classe intellettuale di questo sciagurato Paese? Nessun commentatore o osservatore politico ha rilevato una discrasia così evidente?

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Sarà che agli alambicchi della politica nostrana ho sempre preferito il sacro formalismo del diritto. Sarà che alla scorciatoia degli insulti gratuiti e dei diti medi all’insù prediligo la fatica del confronto e del ragionamento.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto


Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Sarà che trovo francamente nauseante decidere del destino di un uomo in base al tornaconto personale di politicanti ignoranti e signorine dai non difficili costumi ma oggi più che mai ho capito quanto sia inutile  essere onesti, intellettualmente e non solo.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

L’unico rammarico è che proprio non riesco a non esserlo.

Politica e giustizia, un legame sempre più asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Raffaele de Chiara

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La grande provocazione

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

DIVERSE OPINIONI

DIVERSE OPINIONI

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso scrostato accesso di quattro piccole stanze, le targhe indicanti la presenza di ben quattro ministeri della Repubblica Italiana. Guardando quelle piccole stanze i quattro ministri della Repubblica hanno festeggiato e sostenuto di essere in presenza dell’ inizio di quella che porterà all’abolizione dello Stato centralista.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Le quattro piccole stanze sono diventate un caso nazionale e gli italiani si sono domandati se veramente quello sia stato l’ inizio del dissolvimento dello stato unitario che tuti conoscono. Il Presidente della Repubblica preoccupato da sempre per l’unità nazionale ha richiamato i Ministri invocando la correttezza istituzionale e la necessità che decisioni così importanti siano assunte dal Parlamento della Repubblica.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Ma possono le quattro stanze e le quattro targhe rappresentare veramente l’inizio della disgregazione dello Stato o esse rappresentano invece soltanto l’ennesimo passaggio di una lotta senza quartiere condotta contro il Presidente Napolitano?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Propendiamo per questa seconda ipotesi e riteniamo che gli uomini del Governo deliberatamente abbiano cercato lo scontro istituzionale confezionando una ragione di scontro nei confronti dell’ultimo baluardo delle istituzioni italiane per indebolirlo. Dicono che la politica viva di simboli offerti al popolo ma quelle quattro targhe più che simboli, sono lo strumento deliberato della provocazione istituzionale. Per essere simboli le quattro stanzette di Monza dovrebbero essere abitate e funzionanti, ma tutto ciò non è previsto né a breve né a lungo termine. Allora cosa rimane se non ritenere che l’apposizione delle targhe in pompa magna con la consapevolezza dell’assenza di utilità per il cittadino sia stato lo strumento per far reagire nuovamente il Presidente della Repubblica al solo fine di logorarlo?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Vista la risposta del ministro Bossi il nostro convincimento si rafforza.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Domenico Pellegrino



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