sabato 19 maggio 2012

Il garantismo vale per tutti

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

 

Il processo dell’anno, così è stato giustamente definito il procedimento giudiziario  iniziato lo scorso 6 aprile a carico del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier è accusato dalla procura di Milano di concussione e prostituzione minorile. La vicenda ormai arcinota riguarda le presunte pressioni che Berlusconi avrebbe fatto su alcuni funzionari della polizia nel maggio del 2010 al fine di rimettere in libertà Karima El Mahroub meglio conosciuta come Ruby Rubacuori. La ragazza, all’epoca dei fatti minorenne, è arrestata con l’accusa di furto e rimessa subito in libertà col falso pretesto che la vuole come nipote del rais egiziano Hosni Moubarak. Il rilascio, secondo gli inquirenti, è dettato in realtà dall’esigenza del Cavaliere di mettere a tacere le possibili rivelazioni della ragazza con cui in passato avrebbe avuto una relazione sessuale.

 

 

Discutere della fondatezza delle accuse piuttosto dell’atteggiamento inquisitorio dei magistrati è divenuta materia talmente dibattuta e priva di spessore da risultare pleonastica.

 

Quello che più preoccupa è altro.

 

Da giurista, prima ancora che da giornalista, ho sempre immaginato i tribunali come la massima espressione della civiltà di un popolo, come tali quindi, luoghi scevri da qualsiasi condizionamento politico e partigianeria di maniera. Le scene viste dinanzi al palazzo di giustizia di Milano durante l’udienza riguardante Berlusconi vanno invece in tutt’altra direzione. A fronteggiarsi, fortunatamente armati solo di slogan taglienti e simpatici cartelloni, gli esponenti delle opposte fazioni.

 

Da un lato chi considera il premier l’uomo della provvidenza ed il più perseguitato della storia, dall’altro chi lo vede come un moderno e vizioso satrapo pronto a sodomizzare a suon di quattrini qualunque fanciulla desiderosa di successo e ricchezza.

 

 

 

 

 

Non ho mai amato Berlusconi né tanto meno quel miscuglio di esibizionismo ed “autoritarismo democratico” chiamato berlusconismo ma l’indegna cagnara dinanzi alle aule di giustizia portata avanti dall’una e dall’altra parte credendo in tal modo di salvaguardare la democrazia è inaccettabile.

 

Da un punto di vista politico è quanto mai lapalissiano l’inadeguatezza di Berlusconi a governare, diverso  il discorso sulle sue presunte responsabilità penali.

 

Il principio che vuole l’imputato innocente fino a prova contraria non può che valere anche per lui.

 

Che ci si continui a confrontare anche aspramente con il  politico Berlusconi nelle piazze e in Parlamento è un auspicio a cui mi associo volentieri ma altrettanto fermamente dico no a chi vorrebbe giudicare in piazza le responsabilità penali dell’uomo Berlusconi.

 

Se il premier sia o meno colpevole spetta solo alla magistratura stabilirlo, ai mass-media in primis ed al popolo poi, altro non spetta che un silenzioso e mesto rispetto.

 

Affermare il contrario significherebbe sostituire alla pacatezza del giudizio terzo e limitato la barbarie di un diritto ceco e privo di qualsiasi argine; l’esatto contrario della civiltà democratica.

 

Raffaele de Chiara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’Italia del berlusconismo

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiamò la questura di Milano chiedendo l’immediata scarcerazione di Karima el Mahroug meglio conosciuta come Ruby, arrestata per furto,  perché era convinto si trattasse della nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Così la pensano i 315 deputati su 614 che hanno respinto l’autorizzazione a perquisire lo studio del ragioniere Giuseppe Spinelli. Il provvedimento è stato chiesto dalla procura di Milano che indaga sulla presunta concussione del Cavaliere ai danni di alcuni alti funzionari della polizia. Trattandosi del ragioniere di fiducia di Berlusconi, lo studio Spinelli, è considerato al pari di una segreteria politica e come tale inviolabile senza l’autorizzazione preventiva del Parlamento.

 

Durante il voto un solo astenuto, il deputato Fli Luca Barbareschi reduce da una recente visita a casa del Presidente e indeciso se ritornare o meno nelle fila del Pdl. Un’intervista, rilasciata da Berlusconi al giornalista del Tg1 Michele Renzulli, qualche giorno prima del voto di cui sopra, in cui non compare nessuna traccia delle vicende giudiziarie del premier. Unico tema: le mirabolanti riforme da apportare alla Costituzione per dare maggiore impulso all’economia.

 

I magistrati come una muta famelica di comunisti bigotti pervasi di antiberlusconismo.

 

Il cerchiobottismo e l’ambiguità di pensiero elevato a rispettabile modus vivendi.

 

Il giornalismo come emblema di condiscendenza e acquiescenza al potere costituito.

 

E’ l’Italia di oggi, quella che celebra il 150 anniversario della sua fondazione.

 

Guardo alle nuove generazioni e ciò che scorgo giorno dopo giorno è una continua assuefazione al nichilismo, nessuno o quasi che si indigni, nessuno o quasi che abbia un sussulto di dignità e un moto di amor proprio che gli consenta di dire basta.

 

 

Basta con la menzogna di un potere che oltre a trastullarsi con le proprie perversioni pretende di rabbonire gli elettori con il gusto dolciastro dell’arzigogolo melenso.

 

Basta con il sotterfugio di chi dietro l’ossessiva ostentazione del dubbio nasconde soltanto la propria volontà di ricchezza.

 

Basta con chi alla verità sempre fallibile antepone la sicurezza di certezze menzognere.

 

Cosa facesti dinanzi allo sfasciume politico e sociale di quegli anni? E’ il pensiero costante che mi accompagna in questi giorni tristi.

 

E’ l’incubo di una domanda a cui un domani potrei dover rispondere a mio figlio se mai avrò la possibilità di metter su famiglia.

 

Raffaele de Chiara

 

 

 

 

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Un popolo di ipocriti

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 6 COMMENTI

 

Corpi di giovani donne che lascivi si concedono alla flaccidità di uomini anziani e dalla libido mai sopita. “Zoccole”, ragazze delle favelas e organizzatrici degli incontri dall’indubbia rispettabilità fonti perenni di voglie perverse e di toccamenti di “grazie” proibite ai più e perennemente fasciate da discinti e spesso volgari abiti griffati. Il desiderio di ricchezza e di facile successo da parte di chi ha solo l’avvenenza del proprio corpo incontra il grottesco capriccio di chi padrone assoluto della politica e dell’economia italiana, desidera solo l’affermazione perenne della propria potenza virile. E’ il “puttanaio” (copyright di T.M. una delle ragazze invitate) di villa San Martino residenza privata del presidente del consiglio Silvio Berlusconi; lo si evince dalla lettura delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche che la procura di Milano ha inviato al Parlamento per ricevere l’autorizzazione a procedere relativa alla perquisizione di alcuni uffici di pertinenza della presidenza del consiglio.

 

 

 

Il Cavaliere è indagato per sfruttamento della prostituzione minorile e concussione.

 

 

Alle serate “rilassanti” del premier, tra le altre, pare abbia partecipato anche Ruby, all’epoca minorenne, la ragazza marocchina arrestata nel maggio scorso a Milano e rilasciata dopo un intervento diretto del premier. Berlusconi per quest’ultimo episodio è accusato di aver concusso alcuni alti funzionari della polizia.

 

Berlusconi reo di aver abusato di una minorenne e di aver indotto un funzionario ad esorbitare dalle proprie funzioni? Sarà la magistratura a stabilirlo nelle sedi opportune, quello che più importa adesso è altro.

 

Può ancora il Cavaliere continuare a rivestire la carica di Presidente del Consiglio? Può ancora Silvio Berlusconi alla luce di quanto sin qui emerso sulla sua vita privata continuare a rappresentare l’Italia?

 

Ciò che all’opinione pubblica impone questa vicenda non è la discussione sull’opportunità o meno di condotte immorali o amorali da parte di chi governa, simili questioni appartengono alla Chiesa e non allo Stato, ma obbliga a confrontarsi sulla deriva ipocrita a cui sempre più la nostra società assiste silente e complice.

 

 

 

I rapporti più che cordiali con la Chiesa che simili sconcezze aborrisce con orrore, il quasi quotidiano incensamento della famiglia fondata sul matrimonio e sulla fedeltà reciproca, l’esaltazione continua della donna e della sua importanza nella società da una parte e il meretricio più o meno lecito consumato in privato dall’altra. E’ l’agire politico e privato del massimo rappresentante dell’Italia in patria e all’estero.

 

Sono davvero così ipocriti gli italiani?

 

Raffaele de Chiara

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