sabato 19 maggio 2012

La politica dei dottori

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono tappezzate di manifesti elettorali, la mia, Aversa in provincia di Caserta, non è da meno. Ciò che più colpisce però passeggiando nelle strade della ridente cittadina normanna è il florilegio di titoli che precedono i nomi dei candidati. “Ispettore”,  “Avvocato”, “Architetto”, “Ingegnere”  sono solo alcune delle qualifiche acquisite dagli aspiranti sindaci e consiglieri comunali che campeggiano a mò di medaglie sotto il nome dei candidati. C’è addirittura chi, per ultronea trasparenza, arriva perfino a farsi fotografare con alle spalle la pergamena di laurea.

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

In un contesto, quello politico, che della cultura convenzionale dovrebbe volentieri fare a meno, mi chiedo quale valore aggiunto possa avere l’ostentata esibizione di una qualifica. Cos’è infatti la politica se non il perseguimento del bene comune. E’ questo forse suscettibile di essere raggiunto soltanto da persone con titoli accademici?

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

Sarà che sono un nostalgico della vecchia politica ma dal basso dei miei trent’anni ricordo, sebbene in maniera sfumata, l’atmosfera decisamente diversa della politica degli anni ottanta. Allora anche a livello locale c’erano, giuste o sbagliate che fossero, idee, programmi, slogan in una parola: politica.

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

A me elettore che governi un operaio, una casalinga o un avvocato poco importa, la discrezionalità delle scelte di cui si nutre il perseguimento del bene comune non ha nulla a che fare con l’ostentazione di un sapere sciapito e apodittico. Avrei preferito conoscere inclinazioni e capacità ascoltando i loro interventi in comizi pubblici, dialogando con loro per strada, osservarli nel confronto anche con chi della cultura non ha mai voluto sapere nulla. Mi sono dovuto accontentare di subire i loro faccioni sui manifesti ed i loro titoli ben in evidenza.

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

Dalla politica del sogno berlusconiano a quella falsamente tecnocratica dei signor nessun in cerca di gloria. Pardon, dottori.

Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono

Raffaele de Chiara

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Arroganza giovanile

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico politico nazionale è stato Matteo Renzi, trentaseienne sindaco di Firenze. Democratico di ferro, Renzi da sempre ha scommesso tutta la sua fortuna politica sulla discontinuità rispetto ai modelli politici trascorsi. “Rottamare” i vecchi leader del passato è soltanto uno dei suoi slogan più famosi cui si accompagnano quelli canonici secondo cui Berlusconi avrebbe l’età di suo nonno e Bersani quella di suo padre. Populista di centro è poi l’epiteto che gran parte dei suoi detrattori gli hanno affibbiato nel vano tentativo di arginare la sua bulimia comunicativa e sciattamente carismatica.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

L’ultima puntata del Renzi show è andata in scena la settimana scorsa alla stazione Leopoloda di Firenze dove, immersi in una scenografia casalinga speculare a quella che portò alla discesa in campo di Berlusconi nel ’94, esponenti della cultura e dell’imprenditoria nazionale hanno lanciato l’implicita candidatura del sindaco fiorentino a leader del Pd nazionale.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico


Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Dal basso dei miei trent’anni dovrei guardare con entusiasmo e gratitudine all’ardire di un mio coetaneo che osa sfidare l’establishment partitico in nome di una maggiore giustizia sociale e del progresso economico eppure non è così. Renzi non convince.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Puntare tutto sul nuovo ha lo stesso sapore stantìo dell’innovazione tanto agognata dal primo Berlusconi e mai del tutto attuata. I sorrisi di Renzi, la battuta sempre pronta e pungente non fanno che ricordare il viso gaudente e plastificato del Cavaliere degli anni ’90, allora novello politico.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Non che non desideri una svolta e una maggiore apertura ai giovani ma certamente non è questa la strada più giusta. L’estremismo di chi dice è tutto sbagliato ha lo stesso sapore anfibiologico delle ricette magiche dettate dagli uomini della provvidenza.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Penso a chi ha fatto la storia politica del nostro Paese e mi chiedo cosa ne sarebbe stato dell’amministrazione del bene comune se sulla loro strada avessero incontrato un Renzi qualsiasi?

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Cosa ne sarebbe stato dei grandissimi contributi di Giorgio Almirante, Enrico Berlinguer ma anche di Aldo Moro cui ancora oggi tantissimi giovani si ispirano se qualcuno li avesse cacciati via dall’agone politico definendoli “vecchi”.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico


Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

La verità è che ad essere estromesse dalla vita politica di questo Paese devono essere solo l’incompetenza e l’arroganza, difetti che purtroppo per loro natura non hanno età anagrafica.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Una società affidata ai giovani ma governata con l’ausilio dell’esperienza dei grandi vecchi è il sogno a cui anelo giorno dopo giorno ma sempre con più fatica.

Puntare sull’esperienza dei vecchi o lasciarsi andare all’innovazione dei più giovani, a lanciare l’antico dilemma sul palcoscenico

Raffaele de Chiara

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