Non
Il camino scoppiettante e la tavola luculliana imbandita con i cibi della tradizione sono quelli tipici del Natale. Al desco come sempre siede la famiglia al completo, a dominare nei discorsi tra una portata e l’altra, è la figura del presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
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«Non è mai stato un politico e mai lo sarà, è solo un uomo dedito alla cura dei propri interessi» chiosa uno dei commensali da sempre vicino a posizioni di sinistra senza per questo essere mai stato un comunista. «Avrai anche ragione – gli ribatte un altro anche lui progressista – ma prescindendo dalle sue presunte responsabilità penali è in ogni caso un uomo che nella vita ci ha saputo fare; l’egoismo – sottolinea – è nella natura umana, nonostante ciò, non tutti si possono vantare di aver realizzato la fortuna di Berlusconi».
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Ascolto perplesso l’acceso dibattito oscillante tra un atteggiamento agnostico: «Il Cavaliere è un falso problema perché tutti siamo tendenzialmente come lui» e uno strettamente inquisitorio: «Berlusconi è il male assoluto e rappresenta la rovina dell’Italia».
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In tv il tg delle venti manda in onda l’ennesimo servizio sul premier, osservo con attenzione quest’ultimo eppure ciò che vedo non né l’uno e né l’altro; non l’uomo che in fondo tutti vorremmo essere né tanto meno il satrapo in perenne fuga dalle proprie responsabilità, quello che mi appare dinanzi è altro: un vecchio signore dalla pelle flaccida opportunamente tirata dai lifting e dal viso impiastricciato di trucco vittima del potere, la più ancestrale delle patologie umane.
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L’ansia di dominio ovvero un guazzabuglio di autoritarismo e generosità che come indispensabile unguento cura le ferite di un animo perennemente perso nella egolatria e perciò stesso incapace di accettare l’umana finitudine.
Non
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Tutt’intorno l’atmosfera continua a surriscaldarsi ed io sempre più solo in quella bailamme di opinioni ed invettive mi sento un po’ come il bimbo della fiaba di Andersen il solo a gridare: “Il re è nudo!” O come Oriana Fallaci quando da piccola assistendo ad una parata dove sfilavano Hitler e Mussolini, l’emblema del male totale per alcuni, i messia di una nuova prosperità per altri, vedeva semplicemente un uomo magro con un “cerotto” nero sotto il naso e un altro più grassoccio e dalle movenze tipiche delle lavandaie.
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Che Berlusconi sia semplicemente un vecchio ossessionato dal potere e incapace di convivere con i limiti insiti nella natura umana? Sì.
Raffaele de Chiara
Raffaele de Chiara
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