Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati a persona. Sono i dati sull’incremento dell’area urbana in Italia registrato negli ultimi 50 diffusi dal dossier “Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare” realizzato da FAI (Fondo ambiente italiano) e WWF per fare il punto sulla perdita di territorio nella nostra fotografia impietosa di un processo che non sembra mostrare segnali di arresto.
fotografia impietosa di un processo che non sembra mostrare segnali di arresto.
fotografia impietosa di un processo che non sembra mostrare segnali di arresto.
Le stime, realizzate su un ambito di 11 regioni italiane (Umbria, Molise, Puglia, Abruzzo, Sardegna, Marche, Valle d’Aosta, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia), parlano di un incremento medio del 300% con picchi vertiginosi che in alcune regioni ha raggiunto anche il 1100%. Il dato più allarmante che emerge dal dossier, riguarda l’influenza che nell’ultimo mezzo secolo di storia del belpaese l’ondata di cemento selvaggio ha portato all’occupazione di oltre 800 metri quadrati per abitante perso, anche nei comuni che si sono svuotati per effetto dell’emigrazione. A contribuire al disastroso stato di salute del territorio italiano svetta l’abusivismo edilizio. Fenomeno che dal 1948 ad oggi ha fatto registrare 4,5 milioni di abusi edilizi, 75 mila l’anno, 207 al giorno, gran parte dei quali favoriti nel giro di 16 anni da tre sanatorie edilizie (1985, 1994 e 2003).
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
C’è poi il capitolo cave, con le escavazioni che nel solo 2006 hanno mutilato il territorio portando via ben 375 milioni di tonnellate di inerti e 320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali.
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
Ancora, scorrendo l’indice, si incontrano le tanto decantate grandi infrastrutture, interventi che mettono a rischio 84 aree protette, 192 Siti di Interesse Comunitario. Da registrare la forte perdita di suolo in agricoltura che dal 2000 al 2010 fa segnare una diminuzione della cosiddetta superficie aziendale totale (SAT) pari all’8% e della superficie agricola utilizzata (SAU) del 2,3%, con il relativo calo nello stesso periodo del 32,2% per le aziende agricole e zootecniche. Una seria di fattori che rendono nel complesso il territorio italiano molto fragile col 70% dei Comuni interessato da frane che, tra il 1950 e il 2009, hanno provocato 6439 vittime tra morti, feriti e dispersi. Allarmante anche il rischio “desertificazione” che interessa il 4,3% del territorio mentre il 12,7% è classificato come “vulnerabile”.
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
Tra le proposte di FAI e WWF contenute nella road map per fermare il consumo del suolo ci sono: severi limiti all’urbanizzazione nella nuova generazione di piani paesistici e, in attesa della loro definitiva redazione, chiedere una moratoria delle nuove edificazioni su scala comunale.
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
Il censimento degli effetti dell’abusivismo edilizio su sala comunale per contrastare più efficacemente il fenomeno; dare priorità al riuso dei suoli anche utilizzando la leva fiscale per penalizzare l’uso di nuove risorse territoriali.
Procedere ai Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità. Ancora: rafforzare la tutela delle nostre coste estendendo da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia il margine di salvaguardia; difendere i fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico; farsi carico degli interventi di bonifica dei siti inquinati, escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.
Un aumento di circa 3,5 volte per un totale di circa 600 mila ettari, 33 ettari al giorno per un ammontare di circa 367 metri quadrati
Vincenzo Viglione
Popularity: 3% [?]













Un progetto quello messo sul tavolo dall’Enea che stando all’esito del referendum, si candida a giocare un ruolo fondamentale nella determinazione del mix energetico che oltre al sole e al vento potrebbe contare sull’apporto significativo delle correnti marine nei confronti del rispetto ambientale.

