sabato 19 maggio 2012

30 anni ed un sogno: lavorare

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il nuovo monito ai giovani italiani arriva dal Presidente del Consiglio Mario Monti: “Il posto fisso è monotono e l’articolo 18 non è un tabù”. Dargli torto sarebbe quasi blasfemo, non tanto per l’autorevolezza dimostrata sul campo dal personaggio, il Nostro oltre ad essere il capo dei ministri è tra i maggiori economisti europei ma soprattutto per la disarmante logicità del suo pensiero. La disoccupazione giovanile oltre il 30%, l’economia nostrana impantanata in un guazzabuglio di interessi castali e l’inadeguatezza di una classe politica a seconda dei casi blaterante o afona, non permette alternative: la precarietà giovanile da condanna deve divenire opportunità. Il vero problema però è come tradurre in pratica un concetto astratto di per sé validissimo.

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

Si parla della necessità di creare lavoratori sempre più specializzati siano essi operai piuttosto che intellettuali.

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

Una volta si diceva che il giornalismo non fosse una professione ma un mestiere. “A fare informazione non lo si impara nelle aule universitarie ma sui marciapiedi” E’ stato il mantra di intere generazioni di cronisti. Poi è arrivata la globalizzazione e allora via la vecchia nozione; chi dà notizie non può prescindere dall’acquisizione di un notevole substrato culturale. Il cronista del nuovo millennio non è più un mestierante ma un professionista globale. Master universitari biennali e corsi di ogni risma sono le strade più battute e quasi obbligate per chiunque voglia avvicinarsi a questo mestiere. Dopo una laurea in giurisprudenza e due anni di formazione post universitaria dal costo di quindicimila euro, a tutti i colloqui cui ho partecipato, dai giornali di provincia fino alle testate nazionali la risposta è stata una soltanto: “C’è crisi e non assumiamo neanche con un contratto di un mese. La tua formazione? Beh, questo lavoro lo si impara sul campo, non c’è bisogno di lauree e quant’altro”. Bene ho risposto tutte le volte io, sono disposto a partire nuovamente da zero, lo voglio imparare per strada questo lavoro, mi assumete come praticante?: “No”.

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

Ho provato a propormi in tutto ma paradossalmente in alcuni settori la mia formazione è risultata quasi un ostacolo. Per alcune figure in ambito scolastico è attribuito maggiore punteggio al servizio civile e alla patente europea del computer che alla laurea.

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Ciò che non va allora caro Professor Monti non sono le sue idee ma l’ipocrisia imperante che pernea la nostra società. Da lei, io inguaribile idealista, ho imparato l’indispensabilità dell’essere concreti ed il ferreo rigore della razionalità ma temo che ciò non basti per cambiare questo disastrato Paese.

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

Volgare e perennemente schiacciata sul proprio particulare, la nostra società è destinata ad una macabra implosione. Fino a quando sarà possibile mantenere la pace sociale tra chi continua a pascersi delle proprie ricchezze e chi non è capace neanche di progettare il proprio futuro? Fino a quando sarà possibile giocare ed illudere i giovani con il trucco della formazione perenne “indispensabile” per un lavoro che poi non arriverà mai?

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta causa. Il

Oggi compio trent’anni, non ho un’occupazione né l’ho mai avuta, le collaborazioni giornalistiche che ho svolto non sono mai state retribuite, al massimo ho ricevuto una mancia di otto euro ad articolo, neanche il costo delle spese sostenute. Se mi si chiede oggi cosa faccio nella vita non so più cosa dire, rispondo soltanto non senza un pizzico di vergogna, “cerco lavoro”.

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Dicono che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando.

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Raffaele de Chiara

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L’ultima possibilità

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 1 COMMENTO

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico. Appena nominato senatore a vita, economista di fama mondiale e professore all’Università Bocconi di Milano, Monti è il più serio candidato alla presidenza del consiglio dei Ministri. Di lui, oltre ai suoi straordinari meriti in campo scientifico, si conosce soltanto la sua grande semplicità. Si racconta che al ritorno da uno dei suoi viaggi di lavoro, mentre era in attesa di un volo di linea che da Milano lo avrebbe condotto a Roma dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ringraziarlo della nomina a senatore a vita, abbia sostato a lungo in aeroporto;  solo, esattamente come un passeggero qualunque in attesa dell’imbarco. Nulla di straordinario se non fossimo in Italia e se a breve distanza e nello stesso momento non si fosse consumato il rito grottesco dell’esibizione del potere smaccato e fine a se stesso: un nugolo di parlamentari di ritorno dalla capitale presi in consegna da auto blu e agenti di scorta fin sotto la scaletta dell’aereo.

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.

Al professor Monti ove ricevesse la fiducia dal Parlamento spetterà il compito di rimettere in sesto i conti dello Stato ma soprattutto la missione di restituire fiducia e speranza ai tanti ragazzi in cerca di un futuro.

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.


La politica e non solo il berlusconismo ha fallito, sarà forse un tecnico a restituirci dignità e speranza? Lo spero,

C’è uno strano paradosso che domina le nuove generazioni in questi giorni frenetici conditi di ansie e attese: si parla di sacrifici ma noi giovani siamo ancora una volta esclusi, terminale di scolo di una società impazzita che vede il domani proiettato in funzione di ieri. Ci si vorrebbe impegnare attivamente per risanare il Paese, pagare più tasse, lavorare di più per assicurarsi una vecchiaia dignitosa ed un futuro ai nostri figli, non per vanagloria ma per necessità. Eppure ci viene negata qualsiasi opportunità; mentre il palazzo discute e i lavoratori ormai dal volto canuto e dallo sguardo avido si accapigliano se rinunciare o meno a privilegi ormai anacronistici, noi, attori sociali bistratti e senza un copione, attoniti, assistiamo al quotidiano calpestìo del nostro avvenire.

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.

Una situazione kafkiana in cui chi vorrebbe non può e chi deve, alla responsabilità, preferisce il sotterfugio e la facile scorciatoia dell’insulto e dell’accusa di macelleria sociale.

Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.


Mario Monti, l’uomo della svolta o il traghettatore dal berlusconismo alla normalità ha il volto dello statista ed il profilo del tecnico.

La politica e non solo il berlusconismo ha fallito, sarà forse un tecnico a restituirci dignità e speranza? Lo spero, perché questa è davvero l’ultima fiches da giocare sul tavolo della storia, dopo soltanto l’anarchia e un pauroso ritorno alla condizione dettata da una vecchia massima, obsoleta eppure sempre attuale, homo homini lupus.

La politica e non solo il berlusconismo ha fallito, sarà forse un tecnico a restituirci dignità e speranza? Lo spero,7

Raffaele de Chiara



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