sabato 19 maggio 2012

La vergogna di essere italiano

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 7 COMMENTI

Mercati finanziari sempre più altalenanti, spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi ai massimi livelli da decine di anni a questa

Mercati finanziari sempre più altalenanti, spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi ai massimi livelli da decine di anni a questa parte, disoccupazione giovanile con punte elevatissime; è il quadro desolante con cui siamo costretti a confrontarci giorno dopo giorno. “Molti dicevano che la responsabilità fosse solo di Berlusconi, adesso il Cavaliere non c’è più eppure la situazione non è migliorata” a ripeterlo come un mantra sono tutti o quasi gli esponenti più agguerriti del Pdl. Ultimo in ordine di tempo il segretario Angelino Alfano che non si stanca di sottolineare come tra gli economisti ci sia stato anche chi abbia quantificato le dimissioni dell’allora premier Berlusconi in due o trecento punti di spread. “Tutto falso – argomenta Angelino – i livelli attuali del differenziale, sono pari a quelli di quando governava il governo precedente”.

Mercati finanziari sempre più altalenanti, spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi ai massimi livelli da decine di anni a questa

Obiettare a simili argomentazioni è  impossibile.

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L’economia continua a languire come prima e rifugiarsi nella sterile tesi secondo cui se ora al governo ci  fosse ancora Berlusconi l’Italia sarebbe già fallita, sarebbe sintomo di grave miopia oltre che di pura stoltezza argomentativa. Il vero problema non era certo Berlusconi bensì il berlusconismo di cui egli era nel contempo l’artefice ed il prodotto, venuto meno il primo non era detto che sarebbe scomparso anche il secondo come infatti si è dimostrato.

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L’attaccamento al proprio particolare, vedi l’ostruzionismo delle lobbie alle liberalizzazioni proposte dal governo.

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La rozzezza bestiale di taluni politici che privi di qualsiasi argomentazione politica sbraitano come animali inferociti e spaesati, l’atteggiamento in questi giorni degli esponenti della Lega Nord in Parlamento ne è un plastico esempio.

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Il cinismo dei privilegiati con un lavoro a tempo indeterminato ottenuto con sotterfugi e clientele che rimbrottano a chi un’ occupazione non ce l’ha di rimboccarsi le maniche perché tanto se uno vuole lavorare qualcosa da fare lo si trova sempre. Non importa che ciò di cui ci si lamenta è la mancanza di opportunità, che il sognare di fare il lavoro per cui si crede di essere portati deve essere un diritto e non un optional sociale e che in ogni caso il lavoro non c’è proprio, per gli onesti. No, per chi un’occupazione l’ha avuta regalata a prescindere dai meriti, il problema è sempre uno: l’utopia stolta dei comunisti nullafacenti sempre alla ricerca di una società più equa.

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C’è qualcuno che continua a professarsi fiero di essere italiano, altri che addirittura vivono l’italianità come un privilegio, non io però.

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Oggi più che mai mi vergogno di essere un cittadino di questo sciagurato Paese.

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Raffaele de Chiara

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Un assassinio verbale

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 3 COMMENTI

 

“Non date la parola a quell’handicappata del cazzo” nell’aula di Montecitorio un urlo bestiale sovrasta il bailamme generale e colpisce con sprezzante precisione Ileana Argentin una deputata diversamente abile del Partito Democratico.

 

 

 

E’ giovedì 31 marzo, l’aula discute del verbale del giorno precedente, quello in cui è stato omesso il famoso impropero che il ministro della difesa Ignazio La Russa ha rivolto al presidente della Camera Gianfranco Fini; unica colpa di Argentin aver cercato di spiegare ai colleghi deputati il perché di un gesto che solo agli ottusi è potuto apparire come “singolare”.

 

Argentin essendo tetraplegica non può muovere alcun arto del corpo ergo per qualsiasi azione necessita dell’aiuto di altre persone. 

 

Poco prima ha fatto applaudire da un suo assistente l’intervento di Italo Bocchino capogruppo di Futuro e Libertà, ciò ha suscitato le ire di Osvaldo Napoli esponente del Pdl che, avvicinatosi con fare minaccioso, ha chiesto rendiconto di quel gesto “irrispettoso”. La deputata, umiliata ed offesa da un simile modus agendi che la costringe a spiattellare ai colleghi e quasi a scusarsi del proprio status, chiede la parola al presidente Fini per chiarire l’equivoco e precisare il perché di quel comportamento.

 

 

Ecco però che subitanea arriva dai banchi della Lega Nord l’offesa: «Non date la parola a quell’handicappata del cazzo».

 

La bestialità irrispettosa e l’umana dignità. Il vociare accidioso di chi non conosce altro che la sopraffazione e l’eloquio pacato di chi cerca un confronto nella diversità dell’essere e dell’apparire. Potrebbe essere la rappresentazione caricaturale del sentimento sempre più diffuso di intolleranza e refrattarietà a qualsiasi ipotesi di confronto che vige sempre più nel Paese ma non lo è.

 

Quel gesto altro non indica che il sentimento di una società smarrita e alla perenne ricerca di se stessa.

 

Una società che, persa l’umana pietas conosce come unico rapporto umano quello ancestrale dell’homo homini lupus.

 

Vergogna e rabbia sono i sentimenti che si provano nell’osservare uno dei luoghi sacri della democrazia ridotto a postribolo di ottusi politicanti e cinici assassini verbali.

 

Già, perché una persona indifesa la si può uccidere sparando pallottole ma anche vomitando cinismo e colpendo con l’aguzza volgarità delle parole.

 

Raffaele de Chiara

 

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