Parola d’ordine: sostenibilità.
Con le recenti dichiarazioni del segretario generale aggiunto dell’Onu, Sha Zukang, infatti quello dello sviluppo sostenibile assume sempre più i connotati di un vero e proprio imperativo per i soggetti coinvolti nella vita economica e sociale del pianeta chiamati, nel corso della XIX sessione della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, a trovare un accordo «Su un piano mirante a promuovere un utilizzo più efficace e più sicuro delle risorse della Terra».
«Dobbiamo cambiare i nostri modi di consumo e di produzione per fare in modo che le nostre economie avanzino su una via sostenibile e che noi possiamo rilevare le grandi sfide mondiali come il cambiamento climatico, la rarità dell’acqua e di altre risorse e il deterioramento dell’ambiente». Parole, quelle pronunciate da Sha Zukang, che fanno eco ai numerosi proclama di studiosi come Tim Jackson dell’Università del Surrey che da anni è impegnato nella promozione di stili di vita rispettosi delle risorse naturali.
Prosperità senza crescita, è la filosofia con cui Jackson prende di mira l’attuale politica del consumismo, basata sul debito e sullo spendere più di quello che si ha, e che lo stesso studioso britannico propone di rimpiazzare con politiche fatte di “tetti” massimi per l’utilizzo delle risorse e per le emissioni prodotte, di riforme fiscali “ecologiche”, capaci di spostare la pressione dagli elementi economici positivi (come il reddito) a quelli ecologici negativi (come l’inquinamento), di affiancare o sostituire gli attuali indicatori di benessere come il PIL (Prodotto Interno Lordo) con indici in grado di dare una misura più adeguata della performance economica degli Stati.
In definitiva, l’obiettivo è quello di smantellare l’attuale cultura del consumismo, trasmessa da istituzioni, media, norme sociali e un’altra miriade di input incoraggianti la gente a esprimersi, cercare un’identità e trovare il significato della propria esistenza attraverso beni materiali.
Certo combattere il consumismo e cambiarne la logica sociale richiede uno sforzo consistente e metodico, quanto quello che nei decenni ha permesso a questo modello di affermarsi in maniera così massiccia.
È importante notare però le rinunce che un modello alternativo impone saranno solo l’anticamera di proposte sicuramente di consumo, ma che siano realmente rispettose dell’ambiente e in gradi di incrementare la capacità degli esseri umani di essere felici in modi meno materialistici.
Vincenzo Viglione
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