sabato 19 maggio 2012

La grande provocazione

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

DIVERSE OPINIONI

DIVERSE OPINIONI

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso scrostato accesso di quattro piccole stanze, le targhe indicanti la presenza di ben quattro ministeri della Repubblica Italiana. Guardando quelle piccole stanze i quattro ministri della Repubblica hanno festeggiato e sostenuto di essere in presenza dell’ inizio di quella che porterà all’abolizione dello Stato centralista.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Le quattro piccole stanze sono diventate un caso nazionale e gli italiani si sono domandati se veramente quello sia stato l’ inizio del dissolvimento dello stato unitario che tuti conoscono. Il Presidente della Repubblica preoccupato da sempre per l’unità nazionale ha richiamato i Ministri invocando la correttezza istituzionale e la necessità che decisioni così importanti siano assunte dal Parlamento della Repubblica.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Ma possono le quattro stanze e le quattro targhe rappresentare veramente l’inizio della disgregazione dello Stato o esse rappresentano invece soltanto l’ennesimo passaggio di una lotta senza quartiere condotta contro il Presidente Napolitano?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Propendiamo per questa seconda ipotesi e riteniamo che gli uomini del Governo deliberatamente abbiano cercato lo scontro istituzionale confezionando una ragione di scontro nei confronti dell’ultimo baluardo delle istituzioni italiane per indebolirlo. Dicono che la politica viva di simboli offerti al popolo ma quelle quattro targhe più che simboli, sono lo strumento deliberato della provocazione istituzionale. Per essere simboli le quattro stanzette di Monza dovrebbero essere abitate e funzionanti, ma tutto ciò non è previsto né a breve né a lungo termine. Allora cosa rimane se non ritenere che l’apposizione delle targhe in pompa magna con la consapevolezza dell’assenza di utilità per il cittadino sia stato lo strumento per far reagire nuovamente il Presidente della Repubblica al solo fine di logorarlo?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Vista la risposta del ministro Bossi il nostro convincimento si rafforza.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Domenico Pellegrino



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Il funerale della concorrenza

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

DIVERSE OPINIONI

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale manovra, fa e farà delle tasche dei cittadini. Tutti hanno letto o sentito parlare di una sorta di rivolta di deputati e senatori avvocati di professione eletti nelle fila del PDL che si è manifestata in Parlamento, senatori e deputati che hanno minacciato di non approvare il decreto legge sulla finanziaria e, quindi, di provocare la crisi di governo al buio  se non si fosse cancellato, da tale legge, l’articolato che, a loro detta, avrebbe abolito gli ordini professionali. I cittadini hanno, quindi, sentito, senza capirne la ragione e la reale portata, che,  per tali parlamentari , la conservazione degli ordini professionali è ancor più importante del bene nazionale in pericolo e sotto scacco della speculazione internazionale. Le spiegazioni date dalla classe politica italiana sono state tante ma tutte forvianti perché il gran polverone è servito solo  a tutelare i privilegi di alcuni pochi componenti le professioni.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Il  decreto legge sulla finanziaria recepiva, finalmente, le raccomandazioni dell’Europa sulla necessità di ampliare gli ambiti della concorrenza ed uniformare l’accesso alle professioni nel nostro paese consentendo, altresì, l’ingresso  del “capitale” nelle professioni liberali  e, quindi, consentendola possibilità di poter costituire, società di capitale, anche, con altri soggetti estranei modificando sia il rapporto professionista – cliente sia introducendo ex novo,  un  rapporto società professionale – professionista completamente sconosciuto atto a sia a scardinare le situazioni di privilegio che, la sola partecipazione negli organismi di controllo (ordini e Consiglio nazionale forense), consente a pochi, sia di dare speranza ai futuri professionisti  di avere una modalità di accesso alle professioni diverso dall’attuale senza cambiare il rapporto cittadino – professionista in termini di qualità.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Il Consiglio nazionale forense, per salvare i privilegiati,  è intervenuto sugli avvocati parlamentari ordinando loro di affossare la norma incurante del rischio di mandare il paese Italia a rotoli.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Chi si affaccia alle professioni sarà, quindi,  costretto ancora a mendicare la possibilità di fare un praticantato assolutamente non remunerato; continuerà nel periodo di praticantato a non imparare nulla così come nulla ha imparato nei corsi universitari; infine continuerà ad essere costretto a sopportare l’obbligo e l’onere di un esame scommessa.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Tutto questo perché il Parlamento italiano, nell’assoluta incapacità dei suoi componenti, con la eliminazione delle norme in questione, non ha fatto il bene comune, ma ha, non solo, celebrato il funerale del concetto di  concorrenza nelle professioni liberale italiane, ma ha, contemporaneamente , allontanato  la speranza di un futuro  almeno più roseo per un rilevante numero di futuri professionisti,  il tutto, per favorire pochissimi privilegiati e renderli sempre più ricchi ed arroganti.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Domenico Pellegrino

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