“Beeeee pecorellaaaaaa…” Inizia così lo stolto turpiloquio, ripreso da una telecamera e subito postato su You Tube, rivolto nei
“Beeeee pecorellaaaaaa…” Inizia così lo stolto turpiloquio, ripreso da una telecamera e subito postato su You Tube, rivolto nei giorni scorsi da un manifestante “No Tav” ad uno degli agenti in divisa che presidiavano l’occupazione dell’autostrada in Val di Susa. Gli abitanti del posto da anni si oppongono alla costruzione della linea ferroviaria dell’alta velocità che dovrebbe garantire un raccordo diretto tra l’Italia e la Francia. Proteste violente e cariche delle forze dell’ordine sono il triste corollario che da giorni insudicia la legittima manifestazione di dissenso da parte di chi non crede nei benefici derivanti dall’opera.
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Il manifestante che cinicamente provoca ed il carabiniere che impassibile ascolta.
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L’opinione pubblica si divide tra i simpatizzanti del ragazzaccio fintamente arrabbiato e i supporters ad oltranza del carabiniere “eroe” che per poco più di mille euro al mese è lì a difendere la democrazia e a prendersi impassibile gli insulti. Guardare il filmato senza farsi soggiogare dal fascino delle ideologie è un atto di virtù civica prima ancora che un tributo doveroso alla verità fattuale degli eventi. Da un lato si scorge un quasi trentenne, invasato da ciò che crede essere la sua missione salvifica ed aggredito da un attacco di cretineria acuta. Dall’altro un suo coetaneo, preparato e professionale che in nome del giuramento fatto sulla Costituzione non reagisce lasciando che l’energumeno di turno plachi da sé la sua incontinenza verbale.
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E’ forse il militare un prode ed l’altro un pericoloso terrorista? Niente affatto. Sono soltanto lo specchio di cosa sia la democrazia ed in cosa essa possa degenerare se male interpretata.
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Non ho mai amato le forze dell’ordine; a chi indossa anche se solo per lavoro, elmetti e manganelli, ho sempre preferito il volto gaio dei manifestanti pacifici, alle gerarchie la simpatica anarchia degli utopisti, all’ordine inteso come appiattimento di idee ed ideali la confusione creativa della libertà. Ma oggi no, oggi sto con quel ragazzo impassibile che fiero e professionale desiste respingendo con forza il culto meschino dell’insulto e della provocazione fine a se stessa.
“Beeeee pecorellaaaaaa…” Inizia così lo stolto turpiloquio, ripreso da una telecamera e subito postato su You Tube, rivolto nei
In quel corpo coperto dall’uniforme, in quello sguardo appena abbozzato sotto l’occhio della telecamera, in quell’immobilità condita soltanto dal silenzio, antitesi di viltà; ho colto paradossalmente il vero significato dell’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale.
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Il nocciolo reale di uno dei pilastri su cui si regge la democrazia e che mille persone urlanti ed a tratti violente non erano state in grado di farmi cogliere.
“Beeeee pecorellaaaaaa…” Inizia così lo stolto turpiloquio, ripreso da una telecamera e subito postato su You Tube, rivolto nei
Grazie carabiniere F.
“Beeeee pecorellaaaaaa…” Inizia così lo stolto turpiloquio, ripreso da una telecamera e subito postato su You Tube, rivolto nei
Raffaele de Chiara
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