sabato 19 maggio 2012

Un’ora al buio

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Marzo, mese di mimose, di papà, della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando ad essere protagonista fu la sola città di Sidney, l’appuntamento con l’Ora della Terra “Earth Hour”, lo straordinario evento planetario organizzato dal WWF a sostegno del clima. Il prossimo 31 marzo, infatti, avrà luogo l’evento che racchiude nel gesto simbolico di spegnere le luci di piazze, monumenti e luoghi simbolo, nelle varie città del mondo, l’invito a cittadini, istituzioni e imprese a mettere in campo azioni concrete per indirizzare il mondo verso un futuro sostenibile e arginare lo spettro dei cambiamenti climatici.

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Dopo Sidney, i 60 minuti di buio hanno raccolto adesioni in ogni angolo del pianeta arrivando nel 2011 ad un successo clamoroso che, grazie anche al massiccio tam-tam scatenato su web e social network, ha travolto quasi 2 miliardi di persone, 5200 cittĂ  e centinaia di imprese e organizzazioni in 135 Nazioni. Luci spente alla Tour Eiffel, al Cristo Redentore di Rio, al Castello di Edimburgo, alla ruota panoramica di Londra (London Eye), alle avveniristiche Kuwait Towers, alle Cascate Victoria.

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

L’Italia ha contribuito in maniera significativa calando l’interruttore di monumenti simbolo come Piazza Navona, il Colosseo, il Duomo di Milano, e raccogliendo adesioni a 360 gradi, dai testimonial d’eccezione nel campo del cinema, della musica e dello sport fino alle istituzioni, alle imprese, per arrivare ai comuni cittadini, tutti uniti per dare il segnale che bisogna intraprendere azioni concrete per ridurre la propria impronta sul pianeta. Dal mese scorso è in programmazione sul web lo spot “Earth Hour 2012” presentato in anteprima in Italia allo stadio Olimpico dalla nazionale italiana di rugby (http://www.youtube.com/watch?v=vHQWMxWb0no) in occasione dell’incontro inaugurale del torneo “Sei Nazioni” tra Italia e Inghilterra.

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

L’iniziativa 2012 assume una valenza ancora più significativa poiché si inserisce nella cosiddetta road map che il WWF ha tracciato in vista della storica Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile “Rio+20”, che avrà luogo il prossimo mese giugno a Rio de Janeiro. Una sfida che l’associazione del panda ha deciso di rendere ancora più concreta invitando le città a “reinventarsi” sostenibili lanciando, anche in Italia, la “Earth Hour City Challenge”, la sfida internazionale che premia le buone pratiche avviate dalle città per dare una svolta sostenibile al proprio futuro: a partire dalla decarbonizzazione, in tema di aria, acqua, energia, cibo e consumi, rifiuti, biodiversità, consumo di suolo,  abitazioni e trasporti, e con un occhio di riguardo al coinvolgimento dei cittadini e alle politiche integrate, in cui le singole azioni sono coordinate da una visione organica e complessiva.

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Forte anche quest’anno di partner d’eccezione come COIN, Cisco, Electrolux e Berendsohn, l’intento è sempre quello di superare il successo ottenuto negli anni precedenti allargando sempre più la consapevolezza che un futuro migliore è possibile, grazie al contributo collettivo di tutto il pianeta. Contributo che nella nostra penisola cresce giorno dopo giorno grazie alle continue adesioni provenienti da ogni angolo del Belpaese e che è possibile sottoscrivere grazie all’ampio settore dedicato disponibile in rete sul sito del WWF Italia (http://wwf.it/oradellaterra/).

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Appuntamento alle 20:30 del 31 marzo.

Marzo, mese di mimose, di papĂ , della primavera e del risparmio energetico. Ritorna, infatti, come accade ormai dal 2007, quando

Vincenzo Viglione

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Nuove idee per l’ambiente

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

“Le opportunitŕ” dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge come la produzione dei rifiuti in Europa, tranne lievi franate riconducibili alla recessione economica e alla conseguente crisi dei consumi che stiamo vivendo ormai da qualche anno, sia in continua crescita. La fotografia attuale parla di una produzione di rifiuti che ammonta a circa 532 kg pro capite, gran parte dei quali costituiti da imballaggi e contenitori, prodotti usa e getta, e oggetti dal ciclo di vita troppo breve che non sono piů nč riparabili nč riutilizzabili. Un dato che, alla luce della mancanza di politiche efficaci in termini di riduzione proietta l’Europa verso il traguardo ancora meno lusinghiero di ben 558 kg pro capite nel 2020. Tendenza che potrebbe essere invertita semplicemente attenendosi alle direttive comunitarie ottenendo nel contempo, non solo una palese riduzione di rifiuti in quanto tale, ma addirittura un taglio drastico delle emissioni di gas serra pari a 78 milioni di tonnellate entro il 2020.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Ebbene, nell’ambito delle prossime strategie finalizzate ad una seria politica di riduzione dei rifiuti spiccano: Meno Plastica per tutti, Mettila in rete e Sfida all’ultima Sporta, le tre iniziative con le quali la campagna “Porta la Sporta” parteciperŕ  alla prossima Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti  – SERR 2011 (www.menorifiuti.org), che si terrŕ  in tutta Europa dal 19 al 27 novembre 2011.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

La campagna propone a livello nazionale e locale di limitare l’impatto delle plastiche sull’ambiente e soprattutto nei mari attraverso una drastica riduzione dell’usa e getta, un ripensamento del packaging e delle modalitŕ  di commercializzazione dei prodotti di uso comune. Proposte che passano attraverso l’offerta di un’informazione mirata su materiali e suggerimenti concreti che promuovono scelte di consumo a basso impatto ambientale tali da permettere ai cittadini di raggiungere target di riduzione dei rifiuti importanti, chiamando all’impegno naturalmente enti locali, aziende, distribuzione e altri soggetti nella convinzione che i risultati significativi possono raggiungersi solo lavorando tutti in maniera congiunta.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Meno plastica per tutti : traguardo 15 chili  in 7 mosse

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Non č difficile eliminare in un anno almeno 15 chili di plastica pro-capite, serve solamente  un minimo di organizzazione. In sette mosse  tra cui bere l’acqua del rubinetto, acquistare prodotti sfusi o alla spina, usare spazzolini e rasoi con testine intercambiabili č possibile risparmiare denaro, avere meno rifiuti da gestire  e impegnarsi concretamente per l’ambiente.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Mettila in rete

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Dopo l’eliminazione dello shopper in plastica si propone alla Grande Distribuzione Organizzata la possibilitŕ  di ridurre ulteriormente gli imballaggi di plastica a partire dal reparto ortofrutta affiancando al classico sacchettino in plastica monouso una soluzione riutilizzabile in rete di cotone.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Sfida all’ultima sporta nei negozi e nelle scuole

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Simpatica e coinvolgente sfida organizzabile a livello di comune, quartiere o associazione di commercianti per promuovere l’utilizzo della sporta. Vincono i cittadini che nel periodo stabilito avranno effettuato il maggior numero di acquisti senza prendere sacchetti monouso. Parallelamente, ragazzi e insegnanti, insieme per promuovere comportamenti sostenibili nella comunitŕ  di appartenenza, coinvolgeranno intere famiglie nella raccolta di scontrini del supermercato senza addebito di sacchetti monouso per far vincere classi o scuole che gareggiano tra loro.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Info: www.portalasporta.it

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Vincenzo Viglione

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Marcia Perugia-Assisi tra pace e ambiente

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 COMMENTA

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Era il 24 settembre del 1961 quando Aldo Capitini, in compagnia di altri intellettuali e personalitŕ del mondo della cultura come Norberto Bobbio, Italo Calvino, Guido Piovene, Renato Guttuso e Giovanni Arpino, diede vita al primo corteo in favore della pace e della fratellanza tra i popoli. Oggi, a 50 anni di distanza, l’ereditŕ di quell’evento che ogni anno colora di arcobaleno l’itinerario Perugia-Assisi, viene raccolta e rilanciata non solo per celebrare sempre con viva determinazione la mobilitazione contro l’uso delle armi ma per richiamare, in un momento cosě critico per la situazione mediorientale e dei Paesi nordafricani, la nostra attenzione su quegli avvenimenti nei confronti dei quali la Primavera Araba invita in maniera globale ad un’assunzione di responsabilitŕ affinché vengano riconosciuti i diritti ad ogni individuo, e cessi qualsiasi forma di repressione della voglia di libertŕ e democrazia che sta crescendo in molti Paesi.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Pace quindi ma non solo. Perché, oltre al tema dei diritti umani, con la partecipazione alla marcia si vuole sottolineare una volta in piů l’intimo legame tra pace e ambiente. La devastazione che la guerra infligge all’ambiente infatti č da sempre in completa antitesi alla grande chance di pace rappresentata dalla tutela delle risorse ambientali. Basti pensare a sostanze letali come l’uranio impoverito impiegato nella fabbricazione di particolari armamenti, all’inquinamento prodotto dal piombo diffuso dalle centinaia di migliaia di proiettili esplosi durante i conflitti. Strumenti di morte che continuano il loro devastante e subdolo effetto anche a distanza di decenni dal loro utilizzo.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Bandiere della pace quindi che ritorneranno da tutte quelle proposte volte alla costruzione di un mondo migliore a partite dalla valorizzazione delle risorse naturali, accesso equo e solidale alle risorse del pianeta, sviluppo sostenibile locale e globale per fermare i mutamenti climatici.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Vincenzo Viglione

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Uno sviluppo sostenibile

Pubblicato da Onda Anomala sabato 19 maggio 2012 2 COMMENTI

 

Parola d’ordine: sostenibilitŕ.

 

Con le recenti dichiarazioni del segretario generale aggiunto dell’Onu, Sha Zukang, infatti quello dello sviluppo sostenibile assume sempre piů i connotati di un vero e proprio imperativo per i soggetti coinvolti nella vita economica e sociale del pianeta chiamati, nel corso della XIX sessione della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, a trovare un accordo «Su un piano mirante a promuovere un utilizzo piů efficace e piů sicuro delle risorse della Terra».

 

 

«Dobbiamo cambiare i nostri modi di consumo e di produzione per fare in modo che le nostre economie avanzino su una via sostenibile e che noi possiamo rilevare le grandi sfide mondiali come il cambiamento climatico, la raritŕ dell’acqua e di altre risorse e il deterioramento dell’ambiente». Parole, quelle pronunciate da Sha Zukang, che fanno eco ai numerosi proclama di studiosi come Tim Jackson dell’Universitŕ del Surrey che da anni č impegnato nella promozione di stili di vita rispettosi delle risorse naturali.

 

Prosperitŕ senza crescita, č la filosofia con cui Jackson prende di mira l’attuale politica del consumismo, basata sul debito e sullo spendere piů di quello che si ha, e che lo stesso studioso britannico propone di rimpiazzare con politiche fatte di “tetti” massimi per l’utilizzo delle risorse e per le emissioni prodotte, di riforme fiscali “ecologiche”, capaci di spostare la pressione dagli elementi economici positivi (come il reddito) a quelli ecologici negativi (come l’inquinamento), di affiancare o sostituire gli attuali indicatori di benessere come il PIL (Prodotto Interno Lordo) con indici in grado di dare una misura piů adeguata della performance economica degli Stati.

 

In definitiva, l’obiettivo č quello di smantellare l’attuale cultura del consumismo, trasmessa da istituzioni, media, norme sociali e un’altra miriade di input incoraggianti la gente a esprimersi, cercare un’identitŕ e trovare il significato della propria esistenza attraverso beni materiali.

 

Certo combattere il consumismo e cambiarne la logica sociale richiede uno sforzo consistente e metodico, quanto quello che nei decenni ha permesso a questo modello di affermarsi in maniera cosě massiccia.

 

 

Č importante notare perň le rinunce che un modello alternativo impone saranno solo l’anticamera di proposte sicuramente di consumo, ma che siano realmente rispettose dell’ambiente e in gradi di incrementare la capacitŕ degli esseri umani di essere felici in modi meno materialistici.

 

Vincenzo Viglione

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