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		<title>Nè con gli anarchici nè con la &#8220;società civile&#8221;</title>
		<link>http://www.ondanomala.org/2012/05/13/ne-con-gli-anarchici-ne-con-la-societa-civile/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono Un colpo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/122817472-e8ed6dcb-77ba-42fa-a1fd-f82122f7160a.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2529" title="122817472-e8ed6dcb-77ba-42fa-a1fd-f82122f7160a" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/122817472-e8ed6dcb-77ba-42fa-a1fd-f82122f7160a-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono nell’incubo degli anni di piombo. Roberto Adinolfi, dirigente dell’Ansaldo è l’ultima vittima della follia terroristica. “Federazione anarchica informale-Cellula Olga” è la sigla dietro cui si nasconde una galassia caotica fatta di rabbia esasperata e ideologismi distorti. Soloni di ogni risma ed età pontificano con alterigia sui media. “L’arroganza e la vigliaccheria di chi sceglie di colpire in maniera violenta persone indifese” sono i temi preferiti da chi all’analisi complessiva dei problemi ne preferisce sempre una parziale, solitamente la più congeniale alle proprie tesi.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;">Che la violenza, in un sistema democratico, non sia la soluzione ai problemi è una verità acclarata da tempo; ciò che sembra sfuggire ai pontificatori del nuovo millennio è il contesto in cui essa si propaga.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ho in comune con Mario Orfeo, esimio giornalista, già direttore del “Mattino” di Napoli e del “Tg2” è il barbiere.  Lo incontro<a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/20110321_31129.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2530" title="20110321_31129" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/20110321_31129-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> proprio lì a Napoli. <em>Figaro</em> tra una sborbiciata e l’altra gli chiede riferendosi al sottoscritto se a Roma gli occorrerebbe un bravo cronista «Ne abbiamo qui proprio uno pronto a trasferirsi in qualsiasi momento. Ha tutte le carte in regola e tutti i titoli necessari». La risposta dell’insigne giornalista è sibillina: «Di solito i giornalisti li licenziamo e tu vuoi farmeli assumere…. è un brutto momento per tutti questo». Non è la prima volta naturalmente che ricevo una risposta del genere è il refrain che da anni ormai ricevono i signor nessuno come me o chi, avvenente signorina, non è disposta a vendersi al migliore offerente per un posto di lavoro. Come se i giornali non assumessero più nessuno e le redazioni tracimassero soltanto di ottuagenari e novantenni. Come se internet si fosse improvvisamente oscurato e tutto il mondo si fosse richiuso in un esasperante nichilismo. Come se la società intera altro non attendesse che l’imminente fine dell’umanità.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Andrà meglio nell’editoria mi chiedo speranzoso.</span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/Corrado-Augias1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2532" title="Corrado-Augias" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/Corrado-Augias1-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;">Corrado Augias, “cane sciolto” del giornalismo come lui stesso si definisce così risponde ad un lettore nella sua rubrica delle lettere su “Repubblica”. <em>“Le case editrici rigurgitano di manoscritti al punto che i nuovi arrivi in genere raramente vengono scartati. Nella folla di aspiranti trova udienza solo chi è (o si è) segnalato per una qualsiasi ragione. Non sto parlando di raccomandazioni dico proprio “segnalazioni” di qualcuno del mestiere che dice a un collega editore: ho letto il tale, dagli un’occhiata mi pare interessante. Così stanno le cose, il resto è illusione.” </em>Il messaggio è talmente chiaro che non merita aggiunte.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Dinanzi quindi all’imperante menefreghismo mascherato da uno sciatto perbenismo come reagire? Chiedo un lavoro ma ho sempre più l’impressione di pretendere un esproprio un diritto inalienabile altrui che a me, in quanto tale, non spetta. Aborrisco la violenza, adoro il confronto e non so concepire la libertà se non come limite. Come posso però affidarmi ad una società “civile” e ad intellettuali di grido che forniscono siffatte risposte? </strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno più potrà ripagare le sofferenze subite dal povero Adinolfi, a cui va la mia umana solidarietà, ma chi ripagherà il dolore mio e di un’intera generazione di onesti che hanno avuto il peccato originale di credere in una società giusta e basata sul merito?</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Non sto con gli anarchici ma neppure dalla parte di una società che giorno dopo giorno non gambizza ma tortura l’animo, negando il futuro.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un colpo solo sparato alle gambe dell’ennesimo “simbolo” del capitalismo.  L’Italia intera e Genova in particolare ricadono</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>Il delirio della maturità</title>
		<link>http://www.ondanomala.org/2012/05/06/il-delirio-della-maturita/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 08:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di botte. Non è la scena di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/Delio-Rossi-Pugni-Ljajic1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2519" title="Delio-Rossi-Pugni-Ljajic" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/Delio-Rossi-Pugni-Ljajic1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese ma la realtà di un calcio malato e di una società allucinata da una costante superfetazione.</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze lo scorso 1 maggio si gioca Fiorentina-Novara, scontro importante per la lotta alla salvezza. L’allenatore dei Viola, Delio Rossi, sostituisce dopo solo trenta minuti di gioco Adem Ljajic. Il giocatore avvicinatosi alla panchina irride il tecnico. Quest’ultimo, indemoniato, gli si avventa contro e lo picchia selvaggiamente. La partita prosegue e la Fiorentina pareggia con il punteggio di 2 a 2. Rossi è persino applaudito dalla curve. </span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sembrerebbe tutto concluso se non fosse per la decisione della dirigenza: esonero dell’allenatore ed esclusione dalla rosa del giocatore. Seguirà anche la squalifica dell’allenatore per tre mesi emessa dal giudice sportivo. «Ho sbagliato e chiedo scusa, pago e pagherò per la mia azione. Chi mi ha provocato lo ha fatto tirando in ballo la mia famiglia e ledendo la mia dignità. Tutto ciò, assieme ai tanti moralismi di questi giorni, non lo posso accettare». Questo in estrema sintesi il pensiero di Rossi durante la conferenza stampa seguita all’esonero.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Al di là dei predicozzi da manuale di calcio parrocchiale sembra essere sfuggita ai più una semplice verità: tutti possono sbagliare ma se a farlo è un educatore specie se anziano questi ha l’obbligo morale di dimettersi con immediatezza. Senza se e senza ma. Il signor Rossi, uomo di navigata esperienza non l’ha fatto, è andato via soltanto dopo essere stato messo alla porta dai suoi stessi dirigenti.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;">Vedendo le immagini campeggiare sui media con ossessionante ripetizione la prima riflessione che sembra nascere quasi spontanea è che quella scena in fondo altro non sia che lo specchio della nostra società. Qual è l’anomalia tra un ventenne danaroso e viziato che insulta un suo maestro ed un sessantenne dal carattere mite e schivo che appena provocato picchia come un energumeno il suo allievo? L’irruenza è un tratto tipico della giovinezza, la saggezza della maturità.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Su quella ribalta, i ruoli si mescolano, si confondono, si uniscono fino a diventare un’unica melassa. Avviene su un campo di calcio ma anche quotidianamente. Come dimenticare il vecchio e ricco danaroso che muore in una stanza di albergo tra le braccia di due insaziabili escort dopo aver ingurgitato troppe pasticche di viagra? E l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ultrasettantenne che quasi ogni sera si dilettava nell’osservare gli incontenibili ardori di ragazzine in cerca di fortuna?</span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/viagra.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2520" title="viagra" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/viagra-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/ragazze_berlusconi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2521" title="ragazze_berlusconi" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/05/ragazze_berlusconi-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Sorrido amaro, dinanzi a Rossi incapace di governare la propria rabbia come qualunque adolescente. Esattamente come ho fatto mille volte ripensando alla vecchina del Pirandello che incapace di accettare l’ineluttabilità del tempo che passa si ostina ad indossare minigonna e tacchi a spillo.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Un uomo che si avventa su un ragazzo e gli scaglia una gragnuola di  botte. Non è la scena di una delle degradate periferie del Paese</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>&#8220;I soldi comprano anche la salute&#8221;</title>
		<link>http://www.ondanomala.org/2012/04/29/i-soldi-comprano-anche-la-salute/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 05:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort esotico ma la degenza di quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura privata. «Il professore opera sia qui in clinica che in ospedale, l’unica differenza sono i tempi di attesa. Presso la struttura pubblica sono decisamente più lunghi». Chi mi è dinanzi conosce perfettamente la fragile psiche di chi si trova a dover affrontare un delicato intervento chirurgico e sa come comportarsi. Savoir-faire, discrezione e fermezza oltre ad una gradevole ricercatezza nell’aspetto, sono gli elementi essenziali per mettere a proprio agio il paziente.</span></strong></em> <span style="color: #0000ff;"><em><strong>Sono a Torino in una delle migliori cliniche private d’Italia, il luminare che mi ha visitato invitandomi a sottoporre con urgenza ad un intervento chirurgico mi ha appena affidato alla sua segretaria personale. «Discuta pure con lei i dettagli burocratici dell’intervento». L’onorario, trecento euro con regolare fattura, è versato direttamente all’aitante signorina.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/sgb1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2507" title="sgb" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/sgb1.jpg" alt="" width="472" height="367" /></a><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila  euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma  la degenza di quattro giorni presso una casa di c</span></p>
<p style="text-align: justify;">«Credo che forse le convenga più l’ospedale che la clinica. A meno che non abbia un’assicurazione il costo qui è davvero esorbitante». Certo, rispondo io, con un certo imbarazzo. E’ possibile tuttavia sapere orientativamente a quanto ammonterebbe il costo qui? «Quarantamila euro».</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il mio aspetto evidentemente già tradiva l’impossibilità di sostenere una simile spesa. Una rapida occhiata in giro e subito scorgo oltre alla sala d’aspetto con poltroncine di noti designer interamente rivestite in pelle, distinte signore e signori, sì malati come me, ma con ai polsi orologi da decine di migliaia di euro, borse griffate e monìli d’oro.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un mondo che non mi appartiene e chi mi stava di fronte l’aveva già capito da un po’. <span style="color: #ffffff;"> </span>“Accetto” mio malgrado la scelta ed avvio le procedure per il ricovero presso la struttura pubblica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/torino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2508" title="torino" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/torino.jpg" alt="" width="640" height="387" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila  euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma  la degenza di quattro giorni presso una casa di c</span></p>
<p style="text-align: justify;">Vado via lasciandomi alle spalle la deliziosa struttura nel pieno centro di Torino. Nella mente e nell’animo oltre alla preoccupazione dei possibili effetti collaterali dell’operazione, rabbia e  frustrazione.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Trent’anni, gran parte dei quali spesi inseguendo il sogno di una mia realizzazione lavorativa e l’utopia di vedere premiato il merito cui fa da corollario l’ennesima beffa: correre il rischio di non essere curato in tempo solo perché non sei ricco.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;">“La salute prima di ogni cosa &#8211; dice al telefono un amico a Ruby che in qualche modo aveva tentato di sedurlo con i denari ricevuti dall’ex premier Berlusconi. La ragazzina dai non difficili costumi risulta essere stata “intima conoscente” del Cavaliere. “No &#8211; risponde lei – i soldi sono più importanti perché con i soldi ti puoi comprare anche la salute”.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/bloglive_d27f3cdfa459027f61965cac6d53af74.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2509" title="bloglive_d27f3cdfa459027f61965cac6d53af74" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/bloglive_d27f3cdfa459027f61965cac6d53af74.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando ho ascoltato la conversazione intercettata dagli inquirenti nell’ambito del processo che vede l’ex capo di governo indagato per concussione e prostituzione minorile, credevo fossero le solite elucubrazioni di una ragazzina inebriata dalla ricchezza. Alla luce di quello che mi è successo devo proprio ricredermi.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Ruby, la presunta “bambola erotica” del Cavaliere e di tanti suoi danarosi compari ha proprio ragione.</span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Una comunità talmente ingiusta e diseguale da non fermarsi neanche di fronte al bene primario di un individuo: la salvaguardia della propria salute. E’ questa l’Italia di oggi.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Quarantamila euro. Non è il costo di una vacanza di lusso in un resort  esotico ma la degenza di quattro giorni presso una casa di cura</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>&#8220;Non lavate questo sangue&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 07:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raffaele de Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Diaz]]></category>
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		<description><![CDATA[“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty “La più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty International ha definito l’abominio che le forze dell’ordine compirono il 21 luglio del 2001 presso la scuola “Diaz” di Genova. Nella città ligure era in corso il G8 e serviva “una lezione” a tutti quei manifestanti pacifici e non che avevano messo a soqquadro la città. Una “macelleria messicana”   fu definito da uno dei partecipanti alla spedizione lo scempio di sangue ed arti rotti posto in essere dalla polizia all’interno della scuola. Seguì la “deportazione” di alcuni fermati all’interno della caserma “Bolzaneto”. Nonostante fossero ancora feriti dalla botte prese in precedenza, i manifestanti furono torturati e vessati dalle forze dell’ordine. Bottiglie molotov ed armi improprie furono introdotte dagli stessi poliziotti all’interno della scuola per giustificare l’assalto. Il film “Diaz” con la regia di Daniele Vicari racconta la devastazione di Genova e l’obbrobrio della violenza di Stato che ne seguì.</span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/diaz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2493" title="diaz" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/diaz.jpg" alt="" width="499" height="302" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;">Pietrificato sulla poltrona del cinema ho assistito alla barbarie raccontata in maniera egregia dal regista. Il tonfo dei manganelli che spezzavano ossa e fracassavano crani, il rosso vermiglio del sangue che sgorgava a fiumi sul pavimento, le umiliazioni subite a Bolzaneto da una donna. La manifestante “deportata” assieme ad altri e denudata chiedeva un assorbente per contenere il proprio sangue mestruale, ricevette in cambio sudici fogli di giornali tra i lezzi e le risa di “bestie” di ambo i sessi; poliziotti e carabinieri che avevano giurato fedeltà alla Repubblica e alla sua Costituzione.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/scuola-diaz-genova.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2494" title="scuola-diaz-genova" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/scuola-diaz-genova.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Non che non avessi mai saputo nulla di quello che avvenne in quei giorni a Genova, in questi anni ho divorato pagine di giornali e letto di tutto, ma nulla è più realistico e forte delle immagini.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/genova2001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2495" title="genova2001" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/genova2001-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/DIAZ_11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2496" title="DIAZ_1(1)" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/DIAZ_11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">“<span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">Al termine della proiezione mentre sullo schermo scorrevano i numeri di quella barbarie, la mente incontrollata è andata a tutte le volte in cui ho litigato quasi con membri delle forze dell’ordine e loro simpatizzanti per i metodi poco ortodossi che sovente si usano nelle caserme e nelle carceri nostrane. “Mele marce”, “ è sempre avvenuto e sempre avverrà”, “in fondo sono loro a cercarselo” sono le risposte che più spesso mi hanno fornito e dinanzi alle quali oggi più che mai mi indigno.</span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Credevo, prima di entrare in sala, che 11 anni potessero bastare per riappacificarmi con la storia ma mi sbagliavo. Ne sono uscito più sdegnato di prima.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Hanno saccheggiato una città, distrutto cose, demolito i simboli di un capitalismo becero che ingrassava e continua ad ingrassare sempre più i ricchi a discapito degli ultimi della terra. In cambio da uno Stato che si professa democratico hanno ricevuto la morte, Carlo Giuliani; i tonfa, coloro che dormivano alla Diaz; le torture, gli sventurati di Bolzaneto.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“La più grave violazione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” Così Amnesty</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>La politica dei dottori</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 07:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Aversa]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele de Chiara]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/416412994_472ccaab541.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2482" title="416412994_472ccaab54" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/416412994_472ccaab541-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono tappezzate di manifesti elettorali, la mia, Aversa in provincia di Caserta, non è da meno. Ciò che più colpisce però passeggiando nelle strade della ridente cittadina normanna è il florilegio di titoli che precedono i nomi dei candidati. “Ispettore”,  “Avvocato”, “Architetto”, “Ingegnere”  sono solo alcune delle qualifiche acquisite dagli aspiranti sindaci e consiglieri comunali che campeggiano a mò di medaglie sotto il nome dei candidati. C’è addirittura chi, per ultronea trasparenza, arriva perfino a farsi fotografare con alle spalle la pergamena di laurea.</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;">In un contesto, quello politico, che della cultura convenzionale dovrebbe volentieri fare a meno, mi chiedo quale valore aggiunto possa avere l’ostentata esibizione di una qualifica. Cos’è infatti la politica se non il perseguimento del bene comune. E’ questo forse suscettibile di essere raggiunto soltanto da persone con titoli accademici?</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà che sono un nostalgico della vecchia politica ma dal basso dei miei trent’anni ricordo, sebbene in maniera sfumata, l’atmosfera decisamente diversa della politica degli anni ottanta. Allora anche a livello locale c’erano, giuste o sbagliate che fossero, idee, programmi, slogan in una parola: politica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/voto1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2483" title="voto" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/voto1-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>A me elettore che governi un operaio, una casalinga o un avvocato poco importa, la discrezionalità delle scelte di cui si nutre il perseguimento del bene comune non ha nulla a che fare con l’ostentazione di un sapere sciapito e apodittico. Avrei preferito conoscere inclinazioni e capacità ascoltando i loro interventi in comizi pubblici, dialogando con loro per strada, osservarli nel confronto anche con chi della cultura non ha mai voluto sapere nulla. Mi sono dovuto accontentare di subire i loro faccioni sui manifesti ed i loro titoli ben in evidenza. </strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Dalla politica del sogno berlusconiano a quella falsamente tecnocratica dei signor nessun in cerca di gloria. Pardon, dottori.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Poco meno di un mese e nel Paese si celebrerà il rito consunto delle elezioni amministrative. Le città come di consuetudine sono</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
<img src="http://www.ondanomala.org/?ak_action=api_record_view&id=2478&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Italia: un Paese di menestrelli</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 07:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Onda Anomala]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele de Chiara]]></category>
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		<description><![CDATA[Il coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la natura vera della nostra democrazia. Sono i moti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Il coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che mi hanno spinto lo scorso week-end a recarmi al cinema per vedere “Romanzo di una strage” con la regia di Marco Tullio Giordana. Il film racconta la strage di Piazza Fontana avvenuta a Milano il 12 dicembre del 1969. L’ordigno esploso all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura costò la vita a 17 persone. Diversi processi e anni di indagini non sono ancora riusciti a dare i nomi dei responsabili della strage.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/48791.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2466" title="48791" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/48791-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/Strage-di-piazza-fontana-1968_1260470712.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2467" title="Strage-di-piazza-fontana-1968_1260470712" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/Strage-di-piazza-fontana-1968_1260470712-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo c</span>La verità raccontata dalla pellicola fa riferimento ad un disegno criminoso orchestrato da ambienti anarchici infiltrati da terroristi di estrema destra e servizi segreti deviati. Connessi alla vicenda sono anche le morti controverse dell’anarchico Giuseppe Pinelli e del commissario di Polizia Luigi Calabresi. Entrambe opportunamente riprese dal film. Ce n’era abbastanza insomma per riflettere su uno dei periodi più bui del nostro Paese. Arrivo nella sala di uno dei maxcinema più conosciuti della provincia di Caserta, ad attendermi c’è soltanto un nugolo di una decina di persone. Appassionati cinofili o intellettuali alla ricerca imperterrita di verità. Età media sessanta anni.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"> Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Al di là del valore artistico dell’opera, il cui giudizio è come ovvio discutibilissimo ed estremamente soggettivo, ciò che realmente contava per me era osservare l’interesse che si nutre per la storia ed il culto della memoria, parola oscura, a tratti perfino enigmatica per questo strano Popolo qual è il nostro. Mai risposta fu più eloquente.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’</span><span style="color: #ffffff;">a</span><span style="color: #ffffff;">nimo che</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il lunedì successivo mi reco a Roma, presso la sede dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ci sono le sessioni orali dell’esame per<a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/21_1992-05-24-omicidio-giovanni-falcone_672-458_resize.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2472" title="21_1992-05-24-omicidio-giovanni-falcone_672-458_resize" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/21_1992-05-24-omicidio-giovanni-falcone_672-458_resize-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a> l’attribuzione del titolo di giornalista professionista. Ad un giovane collega la commissione chiede chi sia stata la vittima della strage di Capaci. “Il giudice Borsellino”, risponde senza esitazione, l’aspirante professionista dell’informazione. Opportunamente gli fanno notare che forse sta facendo un po’ di confusione. Ma lui, sicuro, insiste “E’ lui il giudice antimafia”. Quando gli dicono che ha detto una corbelleria, è che la vittima della strage di Capaci era il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, gli chiedono qund’è che invece è morto il giudice Borsellino: “Dopo circa due anni dall’assassinio di Falcone”.  Il giovane collega non ha superato gli orali. Sicuramente si sarà trattato di un lapsus momentaneo ma quanti italiani ignorano la nostra storia e soprattutto quanto biasimevoli sono coloro che non sanno nemmeno chi fossero Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Luigi Calabresi, Giuseppe Pinelli e tanti altri, se neanche chi fa informazione ne conosce appieno le figure? Il collega di cui sopra, ha un regolare contratto di lavoro giornalistico già da tempo presso un emittente locale.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"> Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra </span><span style="color: #ffffff;">democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Due episodi avvenuti a distanza di quarantotto ore che mi hanno fatto capire cos’è realmente l’Italia: un Paese di menestrelli dediti al piacere onanistico della polemica fine a stessa. “Il film nasconde la verità ed è troppo buonista”,  “La memoria va coltivata ma nel rispetto della verità”. L’unica cosa vera è che a nessuno interessa più sapere, conoscere e scrutare fin nelle viscere il passato che sia remoto o recente poco conta.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Schiacciati come siamo su di un presente anonimo e scevro da qualunque forma di valore o di ideali il passato non può che assurgere a stupido fardello; da respingere con fastidio ed acrimonia.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> Il  coraggio di raccontare senza ipocrisie e la voglia di conoscere la  natura vera della nostra democrazia. Sono i moti dell’animo che</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>Ipocrisia femminista</title>
		<link>http://www.ondanomala.org/2012/04/01/ipocrisia-femminista/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 06:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna No [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/marzano.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2439" title="marzano" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/marzano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare l&#8217;ultima crociata contro l&#8217;uomo predatore ai danni della donna consenziente e vittima è Michela Marzano, docente di Filosofia Morale e politica dell&#8217;università  Renè Descartès di Parigi. L&#8217;esime professoressa in un articolo pubblicato sul quotidiano &#8220;la Repubblica&#8221; lo scorso 29 marzo, partendo dalle pruriginose vicende riguardanti l&#8217;ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Strauss Kahn, coglie l&#8217;occasione per inscenare una lezioncina morale che ha un unico pregio e molti difetti. Descrive in maniera perfetta il fenomeno della mercificazione del corpo femminile in atto nell&#8217;attuale temperie schiacciando però l&#8217;intero ragionamento sul vetusto e astruso paradigma che vede la donna consenziente e debitamente retribuita per i propri servigi sessuali, come vittima di famelici appetiti maschili.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/dominique_strauss_kahn1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2441" title="dominique_strauss_kahn" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/dominique_strauss_kahn1.jpg" alt="" width="600" height="350" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;">Strauss Kahn è attualmente indagato dalle autorità  francesi per sfruttamento della prostituzione, in alcuni sms pubblicati dal quotidiano francese &#8220;Le Monde&#8221;, Kahn avrebbe definito alcune prostitute di professione o semplicemente ragazze prestate per l&#8217;occasione, &#8220;materiale&#8221; o &#8220;regali&#8221; con cui trastullarsi.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Sull&#8217;asserzione che la donna non sia e non debba mai considerarsi come un oggetto credo che tutti o quasi possano dirsi d&#8217;accordo. Nel contempo però se due individui decidono liberamente di emanciparsi dal monito Kantiano secondo cui la differenza fondamentale tra le persone e le cose è che le seconde hanno un prezzo mentre le prima una dignità , certamente non si può giungere al paradosso di biasimare l&#8217;uno e compatire l&#8217;altro.</span></strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;">Marzano nelle note vesti di femminista riesce, con un&#8217;abile giravolta dialettica, a capovolgere i termini della questione. Due consenzienti l&#8217;una nelle vesti di venditrice del proprio corpo e l&#8217;altro in quelle di acquirente, entrambi moralmente riprovevoli, mutano, una in vittima e l&#8217;altro in carnefice. Scrive la Marzano: <em>&#8220;L&#8217;ex direttore del&#8217;FMI continua a negare in blocco l&#8217;utilizzo della forza o della violenza: «Non ci sono mai state relazioni forzate o imposte». La difesa è¨ sempre la stessa. Come ai tempi del Sofitel. Solo che, questa volta, gli sms sono più che eloquenti. E a forza di parlare delle donne come di un «materiale» è facile poi considerare che tutto quello che si voglia fare di loro (o con loro) sia lecito. Perchè l&#8217;unica cosa che importa sono le proprie pulsioni. L&#8217;altro, in quanto altro, non esiste. E&#8217; solo un supporto che si può mettere in valigia e portare dove si vuole&#8221;. </em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/sara_tommasi41.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2444" title="sara_tommasi4" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/sara_tommasi41-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociat</span><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/puttana1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2445" title="puttana" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/04/puttana1-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a><span style="color: #ffffff;">a contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Considerare una donna &#8220;materiale&#8221; e farsi considerare liberamente &#8220;oggetto&#8221; in cambio di denaro o altre utilità  per Marzano non è la stessa cosa.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Per noi indefessi amanti della logica e fieri oppositori dell&#8217;ipocrisia specie quella femminista, sì.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">No a donne considerate oggetto, regali, mero materiale. A lanciare  lâ€™ultima crociata contro lâ€™uomo predatore ai danni della donna</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<img src="http://www.ondanomala.org/?ak_action=api_record_view&id=2438&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Meno garanzie e lavoro per tutti</title>
		<link>http://www.ondanomala.org/2012/03/25/meno-garanzie-e-lavoro-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/cdm-governo-monti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2429" title="cdm-governo-monti" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/cdm-governo-monti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato un disegno di legge alle camere. Maggiore tutela dell’apprendistato, introduzione delle quote rosa e un duro contrasto al fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco” sono i punti su cui tutte o quasi le forze politiche si trovano d’accordo. Decisamente più variegato è altresì il quadro concernente la riforma dello Statuto dei lavoratori nella parte in cui si prevede il reintegro obbligatorio del lavoratore sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Secondo quanto si legge nel testo presentato alle Camere il lavoratore, licenziato per motivi economici in maniera illegittima, potrà avere diritto soltanto ad un’indennità economica.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;">Aspre le reazioni da parte di Sel e del Pd che auspicano seri cambiamenti in Parlamento; populiste quelle dell’Idv che non trova di meglio che invitare il governo a fare le valigie ed andare a casa. Non accomodante neanche il giudizio del Pdl che avrebbe preferito un iter di approvazione più celere. «La decisione di procedere alla riforma del lavoro con un ddl anziché per dl – chiosa Ignazio La Russa &#8211; è una decisione molto grave che rischia di creare squilibri politici e di modificare in peggio il risultato ottenuto su una riforma così importante».</p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;">Abolire il garantismo eccessivo di cui è permeato il nostro mercato del lavoro è una necessità specie nell’attuale temperie governata da mercati finanziari sempre più febbrili e da investitori stranieri maggiormente inclini ad investire altrove anziché in Italia. Ammodernamento del sistema occupazionale e garanzia dei diritti è un compromesso difficile da raggiungere ma in ogni caso già ampiamento centrato dalla riforma presentata dal governo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> Meno garanzie e più lavoro per tutti potrebbe essere lo slogan del nuovo millennio.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/articolo-18.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2427" title="articolo-18" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/articolo-18.jpg" alt="" width="599" height="555" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;">Fermarsi qui nell’analisi però come molti fanno sarebbe oltremodo semplicistico e riduttivo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Va bene rendere flessibile l’entrata e l’uscita dal mercato del lavoro, va bene valorizzare contratti volti quasi esclusivamente alla formazione quali l’apprendistato, il problema però è estirpare il vero cancro che ancora attanaglia la nostra società rendendola improduttiva ed incivile: la corruzione in ambito privato. Reato, attualmente punito soltanto allorquando il soggetto corrotto sia un funzionario pubblico o un incaricato di pubblico servizio, la corruzione sarebbe ora di estenderla anche a chi ricopre incarichi non pubblici.</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/corruzione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2428" title="corruzione" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/corruzione.jpg" alt="" width="444" height="283" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Quanti lavoratori oggi sono impiegati nel settore privato senza nessun merito se non quello di essere stati segnalati o peggio ancora di essere stati protagonisti di compromessi dal sapore pruriginoso?</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Guardare esclusivamente al merito, valorizzare l’onestà, adeguarsi ad una realtà che mai come oggi impone pragmatismo e senso di equità sono i capisaldi attorno cui ruota la speranza di rinascita di chi ancora crede nella nascita di una società migliore.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">La riforma del mercato del lavoro e la modifica dell’articolo 18 dello  Statuto dei lavoratori, il governo ha da pochi giorni presentato</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>Tutti hanno diritto ad una famiglia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 07:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Gay]]></category>
		<category><![CDATA[Lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele de Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[www.ondanomala.org]]></category>

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		<description><![CDATA[“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe sembrare una pronuncia ovvia per chi nell’agire quotidiano ama farsi guidare dalla logica più che dagli istinti ma non lo è. Gli Italiani si sa, venerano l’ipocrisia ed incensano l’appiattimento valoriale ed ecco che anche la salvaguardia del buon senso diviene oggetto di accese dispute dottrinali e non solo.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p style="text-align: justify;">«Nulla di nuovo nelle pagine della sentenza – chiosa il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione- Anzi, si conferma che non è previsto il matrimonio per gli omosessuali». Quasi superflua la precisazione del professore, l’eventuale regolamentazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso spetta al Parlamento, organo legislativo, non certo alla Cassazione, organo giurisdizionale. E’ «Una lezione di civiltà» per il leader di Sel Nichi Vendola cui fa da contro altare il sempiterno Carlo Giovanardi del Pdl prode eroe contro gli avversari del perbenismo: «I magistrati hanno ancora una volta travalicato il loro ruolo».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/giovanardi12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2419" title="giovanardi12" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/giovanardi12-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/nichi-vendola.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2420" title="nichi-vendola" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/nichi-vendola-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #0000ff;">Discriminare due persone che si amano non riconoscendoli come coppia sol perché la natura li ha dotati degli stessi organi sessuali è un’aberrazione dinanzi alla quale nessuna argomentazione che non sia puro vaniloquio o sciatto sciorinio di ipocrite corbellerie può reggere.</span></strong></em> <span style="color: #0000ff;"><em><strong>Cosa rappresenta il concetto di umanità. E’ forse esso pura alchimia fisica? Ergo esso vivrebbe e meriterebbe rispetto soltanto allorquando facesse riferimento alla possibilità di procreare?</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/gay.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2421" title="gay" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/gay-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/1309431990_lesbiche.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2422" title="1309431990_lesbiche" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/1309431990_lesbiche-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p style="text-align: justify;">Secoli di conquiste del pensiero filosofico e non solo; milioni di morti sacrificati sull’altare folle di una fantomatica purezza della razza ma soprattutto il buon senso di chi alla via facile della superficialità predilige il tormento della ragione;  mi portano a credere che no; l’umanità non può essere ridotta alla somma algebrica di diversi organi riproduttivi.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il giudizio sul valore di una persona ed il riconoscimento dei suoi diritti non possono che fermarsi sulla soglia della sua camera da letto. Ad uno Stato che si pretende laico, non può e non deve importare, il partner  uomo o donna che sia, con cui ogni sera qualsiasi persona si addormenta.</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Le coppie omosessuali hanno gli stessi diritti delle coppie etero” a  stabilirlo con un sentenza è stata la Corte di Cassazione. Potrebbe</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
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		<title>Questa politica fa orrore</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 09:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Onda Anomala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Riccardi]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele de Chiara]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[www.ondanomala.org]]></category>

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		<description><![CDATA[“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/andrea-riccardi41.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2387" title="andrea-riccardi4" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/andrea-riccardi41-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per l’integrazione e la cooperazione internazionale. Lo sfogo cui sono seguite le scuse di Riccardi, raccolto da alcuni giornalisti ha subito fatto il giro dei media nazionali. Il pretesto per il poco lusinghiero giudizio è stato il diniego da parte del segretario del Pdl Angelino Alfano a prendere parte ad un vertice con il presidente del Consiglio Mario Monti e gli altri due leader di partito, Pierferdinando Casini dell’Udc e Pierluigi Bersani del Pd. Scopo dell’incontro avrebbe dovuto essere la discussione concernente la riforma della Rai e della giustizia.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;">Improperi conditi di bizantinismi hanno fatto da cornice al commento del ministro e alla giustificazione di Alfano per il suo venir meno all’incontro. Un governo “tecnico” non può occuparsi di temi  politici così come un uomo a cui fa schifo la politica non può ricoprire la carica di ministro. In assenza di ideologie l’unico motore propulsivo è il populismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>“Governo tecnico” e “governo politico”,  se oggi si chiedesse all’uomo della strada, quale sia la differenza tra i due si sentirà rispondere che il primo è nominato dal Presidente della Repubblica ed è composto da persone estranee alla politica. Il secondo è fatto di persone elette dagli elettori con la mediazione dei partiti. Aberrazioni giuridiche cui quotidianamente prestano il fianco l’acquiescenza dei politicanti di turno ed un sistema mass-mediatico poco incline all’approfondimento.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel nostro ordinamento non esiste la possibilità di nominare governi &#8220;tecnici&#8221;.</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;">Stando al dettato Costituzionale è il Presidente della Repubblica a nominare il Presidente del Consiglio e su proposta di quest’ultimo i ministri. Il governo per poter esercitare le sue funzioni deve ricevere la fiducia del Parlamento eletto direttamente dal popolo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/Costituzione-italiana.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2388" title="Costituzione-italiana" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/Costituzione-italiana-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’esecutivo Monti nominato legittimante dal presidente Giorgio Napolitano ha ricevuto la fiducia dalle Camere e rappresenta il Governo del Paese. L’aggettivo “tecnico” è una qualificazione tanto fallace dal punto di vista del diritto quanto farsesca da quello giornalistico. Premesso ciò non si vede come si possa imbalsamare l’agenda politica dell’esecutivo di turno invocando fantomatiche distinzioni mai contemplate dal nostro sistema democratico.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p>Paradossalmente l’Italia dovrebbe essere grata al ministro Riccardi per avere un membro del governo cui fa schifo questa politica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/berlusconi_ve-lo-faccio-cos_lap11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2391" title="'Atreju', festa dei giovani del Pdl, incontro con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/berlusconi_ve-lo-faccio-cos_lap11-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/alfano-bossi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2392" title="alfano-bossi" src="http://www.ondanomala.org/wp-content/uploads/2012/03/alfano-bossi-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Per quanto mi riguarda invece, in qualità di semplice cittadino di uno Stato divorato dall’ignoranza e puntellato dal populismo, questa politica fa solo orrore.</strong></em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">“Certa politica mi fa schifo” a dirlo durante una conversazione privata è stato nei giorni scorsi Andrea Riccardi, ministro per</span></p>
<p><em><strong>Raffaele de Chiara</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
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