Presiedere un’associazione a tutela degli omosessuali essendo etero. Francesco Brollo sposato con una donna e padre di una bambina è il nuovo presidente dell’Arcigay Bari da anni impegnata nel contrasto a qualsiasi
discriminazione nei confronti dei gay.Brollo, che non ha mai fatto mistero dei suoi gusti sessuali differenti da quelli di coloro che si appresta a tutelare, ha dichiarato: «Il primo risultato che vorrei centrare? Vorrei che a nessuno venisse più in mente di chiedersi perché il capo di Arcigay è etero»Parole oltremodo concilianti che però non sembrano avere sortito l’effetto voluto: «Sono certa che Brollo avrà tutta la sensibilità che anch’io mostro dinanzi alle ingiustizie della vita – dice Viviana Loprieno tra le fondatrici di un’altra associazione Between – ma il neopresidente saprà cosa significa essere chiamati “ricchioni di me…?”»
Sentirsi uguali agli altri e nel contempo rimarcare con spregiudicato orgoglio, a volte perfino grottesca prepotenza, la propria identità è un paradosso davvero difficile da comprendere ed accettare.
Da sempre ritengo che le abitudini ed i gusti sessuali degli individui siano ingiudicabili modi dell’essere specie perché ininfluenti nel valutare il valore delle persone.
Forse che un etero sia più intelligente di un omosessuale? O viceversa che un gay sia più sensibile di un individuo attratto da persone del sesso opposto?
Come interpretare quindi l’ostracismo di chi vede quasi come un affronto l’affidamento della propria rappresentanza ad una persona con gusti sessuali diversi dai propri è presto detto.
E’ in ciò forse più che in altro che si scorge il terreno malato su cui può attecchire il seme dell’intolleranza e della discriminazione sessuale.
Essere gay non è uno status come non lo è l’essere etero, sono semplicemente scelte dettate dalla propria personalità o dalla natura.
Qual è il senso di interrogarsi sulla opportunità o meno di farsi rappresentare da una persona con gusti sessuali diversi dai propri è un interrogativo che lancio a tutti i gay indignati da questa nomina.
Si giudichi Brollo per quello che ha fatto e per quello che farà ma non per come trae piacere a letto.
La mia personale nausea non è per i gusti sessuali differenti dai miei bensì per la protervia di chi pur protestandosi uguale e discriminato pretende di rivendicare con arroganza la propria unicità.
Raffaele de Chiara
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