giovedì 23 febbraio 2012

La lezione francese

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello accusatorio nei confronti di un mondo economico-industriale piuttosto che di stili di vita che da molti anni obbediscono, chi per un verso chi per l’altro, a logiche di business che poco o niente hanno a che fare con quella sostenibilità tanto cara ai cosiddetti ambientalisti. Questa volta invece la notizia ha del rivoluzionario se non altro perché proveniente da un Paese che in termini di sostenibilità ambientale negli ultimi anni ha avuto poco di che brillare. Dopo le lunghe polemiche che negli scorsi mesi hanno tenuto banco attorno alla questione del nucleare, la Francia fa parlare di se per la decisa sterzata che il governo transalpino intende compiere sull’impervia strada della sostenibilità ambientale.


Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto

È di questi giorni, infatti, la notizia dell’accordo che la grande distribuzione d’oltralpe ha sottoscritto col governo per la chiusura con porte dai doppi vetri i banchi frigo di tutti i punti vendita. La misura nasce dalla necessità di mettere fine alla frequente e cattiva abitudine in voga anche nei supermercati nostrani di tenere la merce esposta nei banchi frigo. Pratica che comporta consumi energetici stimati in circa il 50% del totale dei punti vendita. Di qui la necessità di puntare entro il 2020 ad intervenire sul 75% dei banchi frigo che d’ora in poi porranno tra l’utente e il prodotto da raggiungere un “ostacolo” costituito da uno sportello a doppio vetro capace di limitare l’energia necessaria a mantenere in temperatura i prodotti, con ovvi benefici non solo sulle bollette dei supermercati ma anche di quanti spesso rischiano l’assideramento nella ricerca del fermento lattico in offerta.

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

Naturalmente i cambi di rotta comportano delle spese. Spese che secondo le stime ammonterebbero a circa 2mila euro al metro lineare di banco frigo chiuso, per un totale di circa 1,5 miliardi di euro.

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

Un investimento cospicuo, che però significa anche lavoro per la manodopera specializzata e per il manifatturiero orientato alla sostenibilità. Prospettiva che ha spinto il Governo francese ad incentivare questa buona pratica con un certificato di risparmio energetico di 100 euro per metro lineare, e riconoscendo così la virtuosità della proposta avanzata dalla Federazione del commercio e della distribuzione.

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

C’è da considerare infine che l’accordo così confezionato ha spinto le grandi imprese ad un’ulteriore mossa che probabilmente prima o poi sarebbe stata chiesta loro dal governo, analizzata lo scorso dicembre al termine di una tavola rotonda sull’efficienza energetica nel corso della quale tra numerose misure d’intervento spiccava il divieto per i centri commerciali di illuminare le proprie superfici fra l’una e le sei del mattino a partire dal 1° luglio prossimo.

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

Ebbene, per timore dell’impatto che poteva avere la chiusura dei frigo sui fatturati, gli ipermercati francesi hanno preferito muoversi tutti insieme, anticipando un probabile obbligo futuro e dimostrando che non c’è possibilità di competere senza prima aver cooperato e fatto sistema.

Quando si scrive o si parla di sviluppo sostenibile, di impatto ambientale, di consumi, generalmente il tono è sempre quello

Vincenzo Viglione

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