«Buongiorno Dottò, due ore vanno bene?» Per chi arriva di primo mattino al “Monaldi”, uno degli ospedali di Napoli noti in Italia e
«Buongiorno Dottò, due ore vanno bene?» Per chi arriva di primo mattino al “Monaldi”, uno degli ospedali di Napoli noti in Italia e nel mondo, il sistema di pagamento per la sosta delle auto all’esterno delle strutture del nosocomio, è l’ultimo dei pensieri.
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Ed è così che, ancora insonnolito, è sorta da poco l’alba, rispondo di sì a quello strano figuro che in cambio di due euro, premuroso, si offre di pagare la sosta dell’auto presso l’apposito parcometro.
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Trascorse le due ore, visto il prolungarsi degli accertamenti, chi mi accompagna scende nuovamente per rinnovare il ticket; il tuttofare è occupato, ergo, si avvicina alla macchinetta ed inserisce altri due euro per rinnovare la sosta di due ore. Con grande meraviglia scopre però che con i soldi versati l’autorizzazione è per quattro. Non è difficile dedurre la truffa dell’omuncolo di cui prima: ha chiesto il doppio del reale prezzo della sosta, intascando la differenza. Potrebbe essere finita qui ma non lo è, all’uscita il delinquente di quartiere, si avvicina nuovamente e chiede: «Dottò tutto a posto? Vi serve ancora il bigliettino?» Il perché dell’ultima strana richiesta è presto detto, la sosta già pagata comprendeva un altro paio d’ore non ancora utilizzate, i due euro del prossimo malcapitato costituiranno per il malfattore un guadagno netto.
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Rifiutarsi di pagare? In assenza di qualsiasi controllo da parte delle forze dell’ordine, equivarrebbe ad una sfida con la sorte, uno specchietto che “accidentalmente” si rompe piuttosto che un coltello che “casualmente” taglia una gomma sarebbero i rischi cui andrebbe incontro chi oserebbe ribellarsi allo status quo.
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L’arte dell’arrangiarsi che da emblema pittoresco di una città diviene il suo sigillo di morte civile, la disponibilità dei suoi abitanti che da generosità si trasforma in vile cinismo, la speranza di rinnovamento che da lucore lontano muta in tenebra profonda.
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Napoli in fondo, è l’Italia intera. Napoli, siamo noi; vili e cinici, per necessità o avidità. Anche dinanzi alla sofferenza di chi all’alba di un mattino d’inverno va in ospedale per curarsi.
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Raffaele de Chiara
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