giovedě 23 febbraio 2012

Essere onesti č inutile

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto grotteschi quanto vacui. «Io non voto per far cadere il governo» cosě il leader del Carroccio Umberto Bossi durante l’ultima votazione a Montecitorio. Nulla di strano, il senatur fa parte della maggioranza ed č ovvio che appoggi l’esecutivo,  se non fosse per la natura del voto in questione. La Camera dei Deputati ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli per Marco Milanese deputato ed ex braccio destro del ministro dell’economia Giulio Tremonti; Milanese č indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

La divisione dei poteri in democrazia,  esecutivo, legislativo e giurisdizionale,  č un principio ormai talmente acquisito nella cultura occidentale da non dover meritare neppure un cenno ma evidentemente non sempre la realtŕ č cosě come appare.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Tra le tante esplicazioni del suddetto principio figura esserci anche l’autorizzazione all’arresto da parte del Parlamento nel caso la magistratura voglia restringere la libertŕ di uno dei suoi membri. Unico motivo per cui perň le Camere possono respingere la richiesta č il cosiddetto “fumus persecutionis” ossia un atteggiamento da parte della magistratura cosě manifestamente persecutorio e pretestuoso nei confronti della classe politica da mettere la democrazia ed il suo delicato equilibrio di poteri in serio pericolo. Esclusa tale circostanza non esiste motivazione che tenga; un parlamentare difronte alla legge č un cittadino come qualsiasi altro. Premesso ciň non si vede come la votazione che ha riguardato la richiesta di arresto per Milanese, salvo tra l’altro per sei voti di scarto, possa avere delle connotazioni politiche.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Capisco che il senatur ed il suo elettorato di valligiani e uomini dediti piů al celodurismo che alla cultura giuridica, badino alla concretezza degli atti anzichč alla sottigliezza dei ragionamenti ma dov’č finita la classe intellettuale di questo sciagurato Paese? Nessun commentatore o osservatore politico ha rilevato una discrasia cosě evidente?

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Sarŕ che agli alambicchi della politica nostrana ho sempre preferito il sacro formalismo del diritto. Sarŕ che alla scorciatoia degli insulti gratuiti e dei diti medi all’insů prediligo la fatica del confronto e del ragionamento.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto


Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Sarŕ che trovo francamente nauseante decidere del destino di un uomo in base al tornaconto personale di politicanti ignoranti e signorine dai non difficili costumi ma oggi piů che mai ho capito quanto sia inutile  essere onesti, intellettualmente e non solo.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

L’unico rammarico č che proprio non riesco a non esserlo.

Politica e giustizia, un legame sempre piů asfissiante per la moderna democrazia italiana fatta di ominicchi potenti e slogan tanto

Raffaele de Chiara

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Nuove idee per l’ambiente

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

“Le opportunitŕ” dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge come la produzione dei rifiuti in Europa, tranne lievi franate riconducibili alla recessione economica e alla conseguente crisi dei consumi che stiamo vivendo ormai da qualche anno, sia in continua crescita. La fotografia attuale parla di una produzione di rifiuti che ammonta a circa 532 kg pro capite, gran parte dei quali costituiti da imballaggi e contenitori, prodotti usa e getta, e oggetti dal ciclo di vita troppo breve che non sono piů nč riparabili nč riutilizzabili. Un dato che, alla luce della mancanza di politiche efficaci in termini di riduzione proietta l’Europa verso il traguardo ancora meno lusinghiero di ben 558 kg pro capite nel 2020. Tendenza che potrebbe essere invertita semplicemente attenendosi alle direttive comunitarie ottenendo nel contempo, non solo una palese riduzione di rifiuti in quanto tale, ma addirittura un taglio drastico delle emissioni di gas serra pari a 78 milioni di tonnellate entro il 2020.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Ebbene, nell’ambito delle prossime strategie finalizzate ad una seria politica di riduzione dei rifiuti spiccano: Meno Plastica per tutti, Mettila in rete e Sfida all’ultima Sporta, le tre iniziative con le quali la campagna “Porta la Sporta” parteciperŕ  alla prossima Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti  – SERR 2011 (www.menorifiuti.org), che si terrŕ  in tutta Europa dal 19 al 27 novembre 2011.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

La campagna propone a livello nazionale e locale di limitare l’impatto delle plastiche sull’ambiente e soprattutto nei mari attraverso una drastica riduzione dell’usa e getta, un ripensamento del packaging e delle modalitŕ  di commercializzazione dei prodotti di uso comune. Proposte che passano attraverso l’offerta di un’informazione mirata su materiali e suggerimenti concreti che promuovono scelte di consumo a basso impatto ambientale tali da permettere ai cittadini di raggiungere target di riduzione dei rifiuti importanti, chiamando all’impegno naturalmente enti locali, aziende, distribuzione e altri soggetti nella convinzione che i risultati significativi possono raggiungersi solo lavorando tutti in maniera congiunta.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Meno plastica per tutti : traguardo 15 chili  in 7 mosse

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Non č difficile eliminare in un anno almeno 15 chili di plastica pro-capite, serve solamente  un minimo di organizzazione. In sette mosse  tra cui bere l’acqua del rubinetto, acquistare prodotti sfusi o alla spina, usare spazzolini e rasoi con testine intercambiabili č possibile risparmiare denaro, avere meno rifiuti da gestire  e impegnarsi concretamente per l’ambiente.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Mettila in rete

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Dopo l’eliminazione dello shopper in plastica si propone alla Grande Distribuzione Organizzata la possibilitŕ  di ridurre ulteriormente gli imballaggi di plastica a partire dal reparto ortofrutta affiancando al classico sacchettino in plastica monouso una soluzione riutilizzabile in rete di cotone.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Sfida all’ultima sporta nei negozi e nelle scuole

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Simpatica e coinvolgente sfida organizzabile a livello di comune, quartiere o associazione di commercianti per promuovere l’utilizzo della sporta. Vincono i cittadini che nel periodo stabilito avranno effettuato il maggior numero di acquisti senza prendere sacchetti monouso. Parallelamente, ragazzi e insegnanti, insieme per promuovere comportamenti sostenibili nella comunitŕ  di appartenenza, coinvolgeranno intere famiglie nella raccolta di scontrini del supermercato senza addebito di sacchetti monouso per far vincere classi o scuole che gareggiano tra loro.

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Info: www.portalasporta.it

“Le opportunità dei rifiuti”. Questo il titolo del rapporto diffuso a fine agosto dall’Agenzia europea per l’Ambiente dal quale emerge

Vincenzo Viglione

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Violenze di Stato

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, il nonnismo, ha il nome rassicurante di una pratica medica e le fattezze di carni umani piagate per puro sadismo. A Spinaceto in una caserma dei Nocs, un nucleo speciale della Polizia di Stato, secondo quanto dichiarato da una presunta vittima di abusi, nel 2010 alcuni agenti avrebbero messo su un vero e proprio sistema parallelo con proprie gerarchie e particolarissimi riti di iniziazione. Percosse da orbi fino a quando la parte del corpo prescelta non venga resa del tutto resa insensibile seguite da morsi con i canini del sadico – si legge nelle deposizioni – che dopo avere attraversato le carni del disgraziato di turno tendono a congiungersi. Un film dell’orrore allestito dagli appartenenti alle forze dell’ordine ai danni dei propri sottoposti per incutere paura ma soprattutto per iniziare alle diverse gerarchie i nuovi arrivati.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Un nonnismo moderno consumato nel chiuso di caserme che dovrebbero rappresentare il fiore all’occhiello delle nostre forze dell’ordine e che invece appaiono come un lager di frustrati sadici.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Per i difensori ad oltranza dell’onore patrio e della classe militare a corredo delle dichiarazione dell’agente che si dice vittima delle violenze ci sono foto inequivocabili che mostrano glutei feriti e militari propensi a mordere le carni. Alla magistratura il compito di accertare le responsabilitŕ e di far luce sull’ennesimo scempio delle istituzioni.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

A noi, cittadini di un Paese che credevamo libero e democratico, la presa d’atto dell’ennesima riprova di quanta ipocrisia e violenza sovente si nasconda tra le mura rassicuranti delle caserme nostrane siano esse delle forze armate o dei carabinieri poco importa.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Ricordo ancora con inquietudine le braccia gettatomi al collo di chi, allora trentenne, tra le lacrime mi invitava a fare il servizio militare, allora ancora obbligatorio, appena compiuto la maggiore etŕ: «Non puoi credere cosa succeda lě, per me laureato ed adulto č piů che mortificante subire certe cose». Non rivelň mai cosa gli fosse realmente successo, né ho potuto poi constatarlo di persona, la leva obbligatoria č stata abolita, e per fortuna non ho mai subito atti di nonnismo ma quello sguardo lo porto ancora impresso nella mente.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Rispetto parossistico delle regole, gerarchie, ordine, disciplina, sono soltanto alcuni degli emblemi di una societŕ che sotto il rassicurante cappello dell’ipocrisia nasconde il proprio istinto anarchico e violento.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Slogan vacui, divise militari, volti noti ed identitŕ occultate sono pur sempre piů rassicuranti di strampalate utopie, jeans lisi e  facce coperte da caschi. Purtroppo.

“Anestesia”  l’ultimo portato di una cultura tanto atavica quanto barbara consumato nelle caserme militari del nostro Paese, i

Raffaele de Chiara

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L’Italia dei bisognosi

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al faccendiere Giampaolo Tarantini e famiglia. Mediatore del giro vorticoso di denaro il piů volte discusso direttore dell’Avanti Walter Lavitola. L’accusa mossa dai magistrati a quest’ultimo e ai Tarantini č di estorsione, il Cavaliere figura come parte lesa. Giampi, l’amico del premier che portň a Palazzo Grazioli Patrizia D’Addario ed altre simpatiche e disponibili signorine, č attualmente rinchiuso in  carcere, sua moglie č ai domiciliari e il mediatore Lavitola č latitante all’estero.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Imputato a Bari per favoreggiamento della prostituzione, il faccendiere pugliese, ha sempre detto che Berlusconi ignorava la reale identitŕ delle ragazze birichine di cui amava circondarsi durante le sue serate. In realtŕ secondo i magistrati questa versione di comodo per il premier avrebbe avuto un prezzo: ventimila euro al mese per circa un anno e cinquecentomila euro in un’unica soluzione, parte di quest’ultima cifra sarebbe poi stata trattenuta da Lavitola. «Ho aiutato soltanto delle persone in difficoltŕ, nessuna richiesta estorsiva» ha dichiarato Berlusconi.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Quali siano state le difficoltŕ economiche di Angela Devenuto moglie di Tarantini ed amante di Lavitola, č presto detto. Vacanze a Cortina oppure in barca, pigione della casa da 2000 euro al mese nel centro di Roma piů altre piccole e grandi necessitŕ: abiti griffati e personale di servizio a go go. Sullo sfondo un’Italia stretta nella morsa di una crisi economica con pochi precedenti chiede lacrime e sangue ai suoi cittadini per fronteggiare l’emergenza.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Sembra quasi di vederla questa distinta signora, nel triplice ruolo di moglie, amante e limosinatore di lusso invocare denaro dal generoso milionario per vivere con “dignitŕ” ed essere poi riverita e rispettata dalla Roma del potere e del denaro. Tutto appare come la vignetta strampalata di un cinico vignettista eppure č la realtŕ in cui tutti noi siamo costretti a vivere.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Noi in cerca di un’opportunitŕ di lavoro che non arriverŕ mai.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Noi che con uno stipendio da duemila euro al mese ci sentiremmo realizzati e felici e che invece per Giampi č una cifra da pezzenti.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Noi che al lezzo del compromesso e alla leccatura opportunista da sempre preferiremmo una dignitosa povertŕ.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

«L’Italia č un Paese di merda» asseriva indignato Berlusconi in una telefonata con l’amico Lavitola;  davvero difficile dargli torto.

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Ma di chi č la colpa?

Ottocentomila euro di cui circa cinquecentomila in un’unica tranche, a tanto ammonterebbe la somma corrisposta dal presidente del

Raffaele de Chiara

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Marcia Perugia-Assisi tra pace e ambiente

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Era il 24 settembre del 1961 quando Aldo Capitini, in compagnia di altri intellettuali e personalitŕ del mondo della cultura come Norberto Bobbio, Italo Calvino, Guido Piovene, Renato Guttuso e Giovanni Arpino, diede vita al primo corteo in favore della pace e della fratellanza tra i popoli. Oggi, a 50 anni di distanza, l’ereditŕ di quell’evento che ogni anno colora di arcobaleno l’itinerario Perugia-Assisi, viene raccolta e rilanciata non solo per celebrare sempre con viva determinazione la mobilitazione contro l’uso delle armi ma per richiamare, in un momento cosě critico per la situazione mediorientale e dei Paesi nordafricani, la nostra attenzione su quegli avvenimenti nei confronti dei quali la Primavera Araba invita in maniera globale ad un’assunzione di responsabilitŕ affinché vengano riconosciuti i diritti ad ogni individuo, e cessi qualsiasi forma di repressione della voglia di libertŕ e democrazia che sta crescendo in molti Paesi.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Pace quindi ma non solo. Perché, oltre al tema dei diritti umani, con la partecipazione alla marcia si vuole sottolineare una volta in piů l’intimo legame tra pace e ambiente. La devastazione che la guerra infligge all’ambiente infatti č da sempre in completa antitesi alla grande chance di pace rappresentata dalla tutela delle risorse ambientali. Basti pensare a sostanze letali come l’uranio impoverito impiegato nella fabbricazione di particolari armamenti, all’inquinamento prodotto dal piombo diffuso dalle centinaia di migliaia di proiettili esplosi durante i conflitti. Strumenti di morte che continuano il loro devastante e subdolo effetto anche a distanza di decenni dal loro utilizzo.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Bandiere della pace quindi che ritorneranno da tutte quelle proposte volte alla costruzione di un mondo migliore a partite dalla valorizzazione delle risorse naturali, accesso equo e solidale alle risorse del pianeta, sviluppo sostenibile locale e globale per fermare i mutamenti climatici.

Mezzo secolo e non sentirlo. Il 25 settembre prossimo il consueto appuntamento con la marcia per la pace compie 50 anni.

Vincenzo Viglione

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La delusione di un cronista

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura era giŕ annunciata né tanto meno se tu sia il direttore o semplicemente un collaboratore, ciň che ti assale č uno strana sensazione che si nutre di rabbia e delusione. “Fresco di Stampa” č una rivista mensile della provincia di Napoli e Caserta, nata come free press nel 2006 nel giro di pochi anni č riuscita ad approdare nelle edicole al costo di due euro, il numero attualmente in vendita, quello di settembre, sarŕ l’ultimo. La redazione chiude i battenti aspettando tempi migliori. Non ci sono piů fondi, la pubblicitŕ langue, l’editore non č piů disposto a finanziare il giornale ed č cosě che si chiude la mia collaborazione iniziata nel 2006 e che mi ha dato l’opportunitŕ di acquisire il tesserino da giornalista pubblicista. Piccole e grandi inchieste mi hanno permesso di addentrarmi negli abomini speculativi di terre a vocazione agricola trasformate in poli del lusso, di raccontare la Casal di Principe tra omertŕ e rassegnazione all’indomani dell’uscita di Gomorra, di inoltrarmi nell’inferno dei Regi Lagni canali acquiferi infestati da veleni industriali e rifiuti di ogni sorta.

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Ancora, tracciare un filo di ideale continuitŕ tra giornalismo locale e nazionale, le interviste realizzate con Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca, prima ancora che un servizio dovuto ai lettori sono state per me grandissime lezioni di vita, non solo professionale.

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Da domani tutto questo non ci sarŕ piů. La speranza di veder crescere una rivista che hai visto nascere e per la quale hai dato tutto senza ricevere nulla in cambio se non la soddisfazione di vederla leggere avidamente dai lettori, essere foriera di dibattiti, occasione di formazione per aspiranti nuovi giornalisti, č naufragata in una mattina di settembre. Chiudere per sempre la collaborazione con Fresco di Stampa, come spesso accade purtroppo, non significherŕ di certo perdere delle entrate economiche; il contributo della rivista era puramente simbolico.

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Si impone tuttavia una domanda la cui risposta lascio volentieri agli economisti e ai sociologi di professione: quale futuro c’č per questa terra, soggiogata dalla malavita e divorata dalla speculazione se anche le migliori realtŕ vengono sacrificate in nome dell’utilitŕ sull’altare del profitto?

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura


Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

A me piccolo e giovane cronista di una testata locale che ha creduto fino all’ultimo nel sogno di un giornalismo libero e scevro dalla schiavitů del libero mercato l’amaritudine di osservare ancora una volta un’alba trasformarsi in un tramonto, eterno.

Svegliarsi al mattino e ricevere sull’I-phone la mail che annuncia la chiusura del giornale per cui si scrive, non importa se la chiusura

Raffaele de Chiara

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Un festival per l’energia

Pubblicato da Onda Anomala giovedě 23 febbraio 2012 COMMENTA

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festival dell’Energia 2011”, manifestazione che debutta ufficialmente nel capoluogo toscano forte non solo dei successi raccolti negli anni passati in terra salentina, ma di un curriculum internazionale di qualitŕ assoluta.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Promosso da ARIS (Agenzia di Ricerche Informazione e Societŕ), associazione che si occupa di ricerca nel campo di energia e ambiente, e FederUtility, federazione che riunisce le aziende di servizi pubblici  locali che operano nei settori energia elettrica, acqua, il festival giunge a Firenze con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Firenze e con partner del calibro delle ambasciate di Francia, Olanda e USA, con l’obiettivo di fare chiarezza una volta in piů sulla possibilitŕ di un uso intelligente dell’energia.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Un tema, quello dell’intelligenza applicata all’uso dell’energia che a valle del referendum che lo scorso giugno ha chiuso per la seconda volta la porta al nucleare, fornisce molti punti su cui riflettere a partire da quello che in materia di energia rappresenta l’autentico imperativo: efficienza.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Non č pensabile infatti parlare di uso intelligente dell’energia senza tirare in ballo questioni come l’ottimizzazione degli sprechi, l’uso razionale delle fonti energetiche, il ricorso a fonti rinnovabili sempre disponibili come sole, vento e maree in luogo di quelle fonti fossili in progressiva diminuzione e sempre oggetto di controversie internazionali, e poi: nuova architettura, tecnologia smart grid, sviluppo sostenibile, biocombustibili, e chi piů ne ha piů ne metta.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Una molteplicitŕ di aspetti e applicazioni al nostro vivere quotidiano che ha nell’efficienza energetica il comune denominatore che scienziati e tecnici chiamati ad animare il Festival hanno il dovere di analizzare in nome della ricerca dei percorsi ottimali nell’uso dell’energia per muoversi, per lavorare, per studiare, per vivere.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Appuntamento a Firenze dal 23 al 25 settembre 2011.

Dopo le edizioni del 2008, 2009 e 2010 svoltesi a Lecce, sbarca a Firenze la quarta edizione de “L’Energia Spiegata – Festiva

Vincenzo Viglione

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