giovedì 23 febbraio 2012

L’uomo dei sogni

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 1 COMMENTO

Ha inventato il futuro, ha dato linfa vitale ai sogni, ha trasformato la tcnologia da culto esoterico di pochi ad oggetto di consumo di

Ha inventato il futuro, ha dato linfa vitale ai sogni, ha trasformato la tecnologia da culto esoterico di pochi ad oggetto di consumo di massa. Steve Jobs classe ’55 assieme a Steve Wozniak è il fondatore di Apple l’azienda leader nel settore dei telefonini smartphone e venerata dagli appassionati di computer per le sue applicazioni informatiche oltre che per il suo designer da sempre all’avanguardia. I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più celebri dell’azienda americana.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

Jobs il 24 agosto scorso ha ceduto il ruolo di chief executive officer dell’azienda fondata nel 1976 in California a Tim Cook. Da tempo ammalato di una rara forma di cancro al pancreas il guru dell’informatica ha ceduto il passo: «Ho sempre detto – ha affermato Jobs rivolgendosi agli azionisti della sua azienda – che se fosse mai arrivato il giorno in cui non fossi stato più in grado di rispettare i miei obblighi e le aspettative come Ceo di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente quel giorno è arrivato».

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

L’uomo che ha cambiato i nostri stili di vita, le nostre relazioni sociali, il concetto stesso del possibile e dell’irrealizzabile, accetta di uscire dalla scena mondiale dalla porta principale; con dignità.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

In un mondo governato esclusivamente dal denaro e dai suoi cinici interessi che nulla hanno a che vedere con l’umanità. In una società che sempre più ci ha abituato e continua ad obnubilare con il culto spasmodico di vittorie senza meriti, successi vacui e materialismi di ogni sorta, la figura smagrita di quest’uomo che in nome di un’idea ha rivoluzionato il mondo non può che rappresentare un faro nel mare sempre più tempestoso dei disvalori unica cifra ormai dell’attuale temperie.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

L’ultima scommessa, la più importante, l’uomo dei sogni la giocherà in solitudine; la posta in gioco è la sua vita, lui, l’unico attore.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

A noi, troppo spesso fruitori inconsapevoli di utopie divenute realtà grazie al coraggio e alla determinazione di piccoli grandi uomini, la speranza che Jobs possa ancora una volta farcela.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

Buona fortuna Steve e grazie ancora.

I celebri computer Macintosh degli anni ’80 piuttosto che gli iPod, iPhone o Ipad dei giorni nostri, sono solo alcuni dei prodotti più

Raffaele de Chiara

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Vacanze in tempo di crisi

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo del ’29 e quello più recente del 2008. L’Italia non è esclusa e sulla scia di Spagna e Grecia sembra avviarsi sulla via di un default senza precedenti. Non passa giorno ormai che sull’altare delle Borse si brucino milioni e milioni di euro in nome della speculazione e del guadagno facile. I governi studiano misure draconiane per ripianare le proprie economie e ridare ossigeno ai consumi, l’Italietta si divide tra post-comunisti à la cart e liberisti all’acqua di rose.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Tassare chi guadagna di più, sconfiggere la piaga dell’evasione fiscale e debellare gli sprechi enormi che quotidianamente si consumano in tutti gli uffici pubblici del Paese sembrano essere temi che non appassionano più nessuno eccetto i Don Chisciotte di turno. Alla linearità di alcuni interventi si preferiscono arzigogoli economici privi di qualsiasi logica che non sia quella del tornaconto personale e della salvaguardia del consenso elettorale. Abolire i comuni con poche centinaia di abitanti, posticipare il pagamento del trattamento di fine rapporto degli statali ed incidere con inaudita violenza sul finanziamento dei servizi essenziali di uno Stato sempre più latitante sono le uniche misure offerte dall’attuale classe politica.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Yacht extra lusso, boutique stracolme di capi griffati e ristoranti dai costi proibitivi dove prenotare un tavolo è già di per sè un’impresa propedeutica al salasso servito dal conto.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Sono i flash di una breve vacanza in tempo di crisi in una delle zone con il più alto tasso di disoccupazione e criminalità a livello nazionale ed europeo: la provincia di Napoli. Seduto ai tavolini di un bar o sdraiato sulle spiaggette affollate di bagnanti di Sant’Angelo d’Ischia ho osservato l’immagine schizofrenica di una nazione che non vuol crescere. Tra le mani i dati dell’economia e la cadute delle Borse riportate dai quotidiani, dinanzi agli occhi il solito luccichio del lusso che schiaffeggiando in pieno volto trasmette tutta un’altra realtà.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Alla fine del breve soggiorno chiedo cortesemente il conto alla reception dell’hotel dove alloggio, dall’altra parte il proprietario, viso bonario e fisico corpulento, mi porge una lista con il costo giornaliero della camera e la cifra finale, null’altro. L’osservo con sguardo interrogativo, non certo per la somma non proletaria ma in ogni caso già preventivata, bensì per la mancanza della ricevuta fiscale.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

E’ solo un attimo ma è proprio in quel brevissimo lasso di tempo che percepisco e tocco con mano l’iniquità di una nazione che premia sempre i furbi e mai gli onesti  non ci sto.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Chiedo la ricevuta con ferma insistenza, sono ricambiato con freddissima cortesia e con il documento che attesta il pagamento da parte mia e l’incasso da parte sua per il servizio offerto.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Vado via, lungo il porticciolo la solita folla di vacanzieri del lusso e turisti giornalieri, i giornali cui continuano a parlare di recessione e di misure draconiane, non va meglio con l’i-phone che rilancia do continuo le ultimissime notizie riguardo una manovra finanziaria confusa e priva di ossatura.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

L’Italia sprofonda, c’è chi balla sul Titanic, chi abbaia alla luna, e chi fiero del proprio idealismo continua a sognare un Paese in cui tutti siano i controllori di tutti.

Il mondo intero e l’Europa vivono una crisi economica e finanziaria che per portata ed intensità fanno venire alla mente il tracollo

Raffaele de Chiara

Il mondo intero e l’

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Una stagione rovente

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari di

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari di macchia mediterranea tra boschi e foreste tra i fiori all’occhiello di prestigiosi parchi regionali e nazionali, che vanno in fumo per opera di piromani che, tranne in qualche episodio veramente raro, non sono altro che i tentacoli dell’ennesima lobby della piantumazione piuttosto che della speculazione edilizia interessata a fare affari sui terreni attraversati dal fuoco.

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari di

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari

L’ennesimo scempio messo in pratica da quelle ecomafie che ogni anno, in barba alle pur esistenti norme di prevenzione incendi (legge 353/2000 – ndr), sottraggono all’ambiente un patrimonio del quale purtroppo fino ad oggi non si riesce bene a comprendere la reale entità, ridotta troppo spesso a mero fattore estetico di un territorio.

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari

Dall’attacco illecito all’attacco “lecito”, il passo non è poi così lungo.

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari

Basti pensare alle macchinazioni più o meno articolate che, attraverso l’avallo di piani urbanistici a dir poco spericolati, sacrificano centinaia e centinaia di ettari di aree alberate a beneficio dei palazzinari di turno che operano nella totale noncuranza del rischio idrogeologico cui possono precipitare zone come quelle in prossimità dei bacini idrografici piuttosto che quelle alla base di pendii, magari interessati da fenomeni di carsismo, salvo accorgersi delle scelte scellerate che hanno messo in pratica davanti ad episodi come quelli che nel febbraio del 2010 interessarono il comune di Maierato, in provincia di Vibo Valentia, quando l’intero costone roccioso a ridosso del centro del paese franò costringendo più di duemila persone ad evacuare le proprie abitazioni, e a fare i conti con danni incalcolabili alle abitazioni.

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari

Tragedie che dovrebbero una volta in più plasmare la coscienza di quanti pur memori di sfide ad una natura che spesso ha presentato un conto in termini di vite umane salatissimo, continuano a perpetrare le stesse scelte in nome di un profitto che per quanto elevato non potrà mai metterli al riparo da rischi ben più elevati.

Come ogni estate che si rispetti, purtroppo, sole, caldo e vento più o meno forte fanno ormai rima con incendi. Centinaia di ettari

Vincenzo Viglione

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Un maestro senza volto

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; ho scoperto poi che questo era esattamente il suo scopo, a parlare doveva essere soltanto il contenuto dei suoi articoli non altro. Giuseppe D’Avanzo, classe ‘53 è stato una dei giornalisti di punta del quotidiano “la  Repubblica”, è scomparso improvvisamente in un pomeriggio di fine luglio a soli 58 anni. La prima volta che notai il suo nome fu l’8 marzo del 2008, erano i giorni in cui ricorreva il trentesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse e su “Repubblica” comparve un articolo a sua firma sui luoghi di quella tragedia e sul ricordo che in essi ancora albergava. Nove giorni dopo fui invitato a partecipare ad un convegno organizzato dall’associazione “Memoria Condivisa” alla Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Bari la stessa dove insegnò Moro, il tema era una riflessione  sugli anni di piombo.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Nel breve intervento che seguì quelli del governatore della Puglia Nichi Vendola, della figlia dello statista Agnese e di quella del sindacalista Guido Rossa, feci mie molte delle riflessioni di D’Avanzo. “Ciò che non va nella vicenda Moro – dissi è la storia, non la memoria. La prima è ondivaga ed incerta la seconda granitica e straripante di certezze”.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Fu la prima grande lezione che mi impartì quel maestro sconosciuto che poi avrei iniziato ad apprezzare e conoscere come uno dei più importanti giornalisti del dopoguerra. Sempre in quei giorni, ricordo altri suoi articoli su “Repubblica” ma questa volta sulle torture inflitte ai manifestanti del G8 di Genova del 2001 arrestati e deportati nella caserma Bolzaneto. Un capolavoro di inchiesta giornalistica ed indignazione civile.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Più di recente poi l’ho ritrovato nei pezzi su Berlusconi e sui presunti “Bunga Bunga” di quest’ultimo, ogni scritto su quella vicenda, condivisibile o meno è stato per me motivo di riflessione e di accese polemiche con tutti gli altri giornalisti con cui ho avuto il piacere e l’onore di confrontarmi da vicino al riguardo. Il decano  Giorgio Bocca,  il vicedirettore del tg1 come Gennaro Sangiuliano, piuttosto che ex direttori di Agenzie di informazione come Giuliano De Risi o Carlo Gambalonga, tutti in disaccordo con le sue “invettive” contro il premier ma unanimi nel riconoscergli grande umanità e professionalità.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Cosa che più mi mancherà di D’Avanzo sarà l’aver perso un ideale punto di riferimento, un grande uomo che ha fatto della modestia e dell’attaccamento al suo lavoro la propria ragione di vita.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Ho amato la sua scrittura senza aver mai conosciuto il suo volto, ho condiviso tante sue battaglie senza mai aver ascoltato la sua voce, ho pianto la sua scomparsa senza mai averlo conosciuto di persona.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Ho ancora tutto da imparare da questa professione e molti sono e saranno ancora i miei maestri ma oggi professionalmente sono più solo.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Che la terra ti sia lieve caro Peppe.

Di lui ho sempre conosciuto solo la firma, mai il volto né tanto meno la voce; anni dopo ho scoperto che questo era esattamente il

Raffaele de Chiara

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