giovedì 23 febbraio 2012

Siamo tutti uguali

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 3 COMMENTI

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì scorso la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge sui gay; il provvedimento prevedeva un aggravamento di pena per tutti i reati commessi contro persone omosessuali o transessuali in considerazione del loro status. Una norma manifestamente incostituzionale secondo gran parte della maggioranza e alcuni esponenti dell’opposizione, l’ennesima occasione persa per contrastare l’omofobia e la transfobia secondo la sinistra.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Punire con maggiore severità chi commette un reato in virtù dell’omosessualità della vittima per ribadire la piena legittimità di una scelta di vita o una condizione dell’esistenza parimenti rispettabile come quella di coloro gay non sono e vivono con serenità la propria eterosessualità. Un curioso rebus dell’intelletto che riesce dove fin’anche i più accaniti omofobi avevano fallito: far passare il concetto di relativa normalità, l’assolutismo in questo campo porterebbe inevitabilmente all’eugenetica, per perversione.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge


Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Due uomini, siano essi eterosessuali, omosessuali o trans, godono degli stessi diritti e hanno tutti uguale dignità. E’ l’assunto di partenza di chiunque si senta discriminato e di coloro che in nome dell’uguaglianza, tra cui il sottoscritto, pur non condividendo talune scelte è pronto a rispettarle e a battersi per la loro legittimità.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Ebbene partendo dal concetto “siamo tutti uguali” si approda all’esatto opposto affermando che sarebbe giusto punire con maggiore severità chi attenta un uomo perché gay o trans, come se questa condizione o scelta fosse un elemento di differenziazione. Delle due l’una, ed in questo credo che la logica possa venirmi agevolmente in soccorso, o i gay ed i trans sono soggetti diversi dagli eterosessuali ed in quanto tali meritevoli di maggior tutela oppure essi sono uguali ad essi ed in quanto tali godono dei loro stessi diritti e doveri.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Non affermare ciò significherebbe giungere all’assurdo di dire che sebbene uguale, chi sceglie di non essere né uomo né donna e chi per scelta o natura ama stare con individui del proprio stesso sesso, la loro diversità è quantunque degna di tutela.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge


Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Cari amici gay e trans, la vostra diversità è sempre stata la mia, non in quanto la pensi o sia come voi ma semplicemente perché mi nutro delle differenze e di un concetto di verità che è sempre relativo, non ora però.Il diritto all’uguaglianza non la si impone con la pretesa di rendere “più uguale” la propria diversità; questa è prepotenza mascherata da salvaguardia della propria dignità.

Con 293 voti a favore, 250 contro e 21 astenuti martedì la Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità inerente alla legge

Raffaele de Chiara

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La grande provocazione

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

DIVERSE OPINIONI

DIVERSE OPINIONI

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso scrostato accesso di quattro piccole stanze, le targhe indicanti la presenza di ben quattro ministeri della Repubblica Italiana. Guardando quelle piccole stanze i quattro ministri della Repubblica hanno festeggiato e sostenuto di essere in presenza dell’ inizio di quella che porterà all’abolizione dello Stato centralista.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Le quattro piccole stanze sono diventate un caso nazionale e gli italiani si sono domandati se veramente quello sia stato l’ inizio del dissolvimento dello stato unitario che tuti conoscono. Il Presidente della Repubblica preoccupato da sempre per l’unità nazionale ha richiamato i Ministri invocando la correttezza istituzionale e la necessità che decisioni così importanti siano assunte dal Parlamento della Repubblica.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Ma possono le quattro stanze e le quattro targhe rappresentare veramente l’inizio della disgregazione dello Stato o esse rappresentano invece soltanto l’ennesimo passaggio di una lotta senza quartiere condotta contro il Presidente Napolitano?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Propendiamo per questa seconda ipotesi e riteniamo che gli uomini del Governo deliberatamente abbiano cercato lo scontro istituzionale confezionando una ragione di scontro nei confronti dell’ultimo baluardo delle istituzioni italiane per indebolirlo. Dicono che la politica viva di simboli offerti al popolo ma quelle quattro targhe più che simboli, sono lo strumento deliberato della provocazione istituzionale. Per essere simboli le quattro stanzette di Monza dovrebbero essere abitate e funzionanti, ma tutto ciò non è previsto né a breve né a lungo termine. Allora cosa rimane se non ritenere che l’apposizione delle targhe in pompa magna con la consapevolezza dell’assenza di utilità per il cittadino sia stato lo strumento per far reagire nuovamente il Presidente della Repubblica al solo fine di logorarlo?

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti

Vista la risposta del ministro Bossi il nostro convincimento si rafforza.

Nei giorni scorsi con grande clamore mediatico sono state  applicate, in un angolo nella Reggia di Monza e avanti ad un ingresso

Domenico Pellegrino



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Reati ambientali, il monito dell’Europa

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della Commissione europea per la mancata applicazione delle norme in materia. Di qualche settimana fa infatti la notizia che il nostro Governo ha incassato l’ennesimo aut-aut che l’Unione europea ha imposto per il recepimento della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale contro l’inquinamento marino e altri reati ambientali, il cui termine risulta scaduto il 26 dicembre 2010.

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della

Un obbligo che assieme all’Italia risulta inevaso in altri 10 Stati membri tra cui Germania, Grecia e Portogallo e che, se non recepito attraverso l’elaborazione di apposite misure di attuazione entro il mese di agosto, manderà il Belpaese incontro all’ennesima procedura d’infrazione alle quali il nostro Governo, quando si tocca il tasto ambiente, sembra essere abbonato.

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della

Il richiamo della Commissione europea è accolta con favore da Legambiente, che attraverso le parole del presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza ha condannato l’assoluta inefficacia dell’attuale legislazione in termini di reati ambientali in un Paese in cui le ecomafie vivono su un giro di affari di circa 20 miliardi di euro. Dura la critica dell’associazione del cigno nei confronti del decreto legislativo che il Governo aveva messo a punto per cercare di evitare la procedura d’infrazione e che alla luce del richiamo dell’Ue non ha dato nessun esito. Purtroppo – ha aggiunto Cogliati Dezza – i reati ambientali continuano a rientrare tra le contravvenzioni, le sanzioni sono scarsamente deterrenti e i tempi di prescrizione bassissimi. Senza contare che l’assenza di un testo unico in materia di reati ambientali costringe i giudici chiamati ad occuparsi di questa materia a barcamenarsi tra un reticolo di norme e articoli, e a impelagarsi in complicati procedimenti giudiziari che spesso vanno ad arenarsi su un terreno che oggi più che mai richiede una riforma che preveda interpretazioni meno equivoche delle norme accompagnate da pene reclusive crescenti in base alla gravità degli illeciti ambientali.

Ci risiamo. Sono anni ormai che quando si apre il capitolo ambiente, alla voce Italia, manca sempre l’ultimo richiamo della

Vincenzo Viglione

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Ostruzionismo alla memoria

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 6 COMMENTI

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune forze dell’ordine a danno di manifestanti inermi, una città messa a soqquadro da teppisti mascherati da manifestanti. Il G8 di Genova del 2001 è stato il trionfo della barbarie e l’apoteosi dell’antistato. Da allora sono passati dieci anni, molte sentenze della magistratura e tantissime verità manipolate. Mario Placanica, l’agente dei carabinieri che materialmente uccise Carlo Giuliani è innocente in quanto agì per legittima difesa; l’assalto alla scuola Diaz cui seguì la deportazione nella caserma Bolzaneto fu totalmente pretestuoso, le bottiglie molotov fatte ritrovare all’interno dell’edificio furono introdotte dalle stesse forze dell’ordine per giustificare l’irruzione; il gioco dei provocatori e dei provocati nelle strade genovesi un rebus mai del tutto risolto.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Ricordare con rispetto e determinazione è l’unica operazione possibile eppure c’è ancora chi pratica un  tragico ostruzionismo alla memoria.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

“Diaz, don’t clean up this blood” è un film, scritto da Daniele Vicari e Laura Paolucci, che tenta di ricostruire con sguardo attento e privo di partigianeria quei tragici avvenimenti. Servirebbe a riconciliare la memoria e a restituirci una verità che lungi dall’essere di parte, renda giustizia a tutte le vittime, eppure gran parte del film si sta girando in Romania, troppi gli intoppi di natura burocratica e non solo, per farlo interamente in Italia.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Rabbia, rassegnazione ma soprattutto desiderio di giustizia, sono stati i sentimenti che mi hanno accompagnato in questi due lustri. Il rispetto della sacralità laica della Costituzione ed il contemperamento dei suoi principi con la dignità di chi si trovava dall’altra parte della barricata con l’obbligo di difenderla e rispettarla  hanno costituito un binomio irrisolto che ancora assalgono la mia coscienza.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

“Farsi sputare in faccia senza reagire solo perché indossi una divisa  guadagnando 1200 euro al mese, tu lo faresti?”

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

“Anche gli appartenenti alle forze dell’ordine hanno una dignità, compresi quelli del G8 che senza far nulla si son visti piovere addosso di tutto”

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

“Sono mele marce come ce ne sono in qualunque corpo, hanno sbagliato e pagheranno”.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Sono solo alcune delle risposte che ho ricevuto nel corso degli anni dagli appartenenti alle forze dell’ordine, semplici carabinieri, membri del servizio scorte, altissimi funzionari della polizia.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Con loro ho polemizzato mettendo da parte il politically correct e l’ipocrisia di maniera, volevo la verità: la Costituzione materiale corrisponde davvero a quella formale o è soltanto un grottesco gioco degli specchi? La risposta non l’ho mai avuta, ciò che vorrei però ora a distanza di dieci anni da quella lunga notte della democrazia è che, senza acredine né mellifluità alcuna, nessuno dimentichi ciò che accadde.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Lo si deve a Carlo che non c’è più ma anche ai tanti membri delle forze dell’ordine che con coraggio e determinazione  continuano ancora a servire con onestà la Costituzione ed i suoi principi.

Un ragazzo morto a 23 anni mentre assaltava una camionetta dei carabinieri, un massacro pretestuoso compiuto ad opera di alcune

Raffaele de Chiara

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La fine di un privilegio

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

DIVERSE OPINIONI

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto onorevole Alfonso Papa. Più della vicenda personale dell’individuo o delle ricadute politiche è importante che il Parlamento abbia riaffermato il principio che anche i suoi membri sono uguali di fronte alla legge quando si macchiano di reati gravi. Il sentire collettivo è per la fine dei privilegiati nei confronti dei quali le azioni giudiziarie devono essere fermate in ragione della loro appartenenza alla casta di Parlamentari eletti.

Il privilegio di cui godono i Parlamentari eletti si cancella definitivamente solo se il Parlamento, nell’ assolvere alla funzione

Ma siamo certi che sia l’inizio di un nuovo cammino virtuoso ?

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

Dobbiamo riconoscere che è impensabile una rapida revisione costituzionale di quel filtro efficacissimo dell’art.  68 della costituzione che prevede sia la Camera di appartenenza dell’imputato a decidere se l’arresto richiesto debba o non debba essere eseguito. I membri del Parlamento devono accettare che il  filtro della autorizzazione a procedere non può e non deve continuare ad essere inteso dalla casta politica deputata ad applicarlo come lo strumento generatore del privilegio di autoassoluzione o di impunità anche a fronte di reati gravi.

Il privilegio di cui godono i Parlamentari eletti si cancella definitivamente solo se il Parlamento, nell’ assolvere alla funzione

Il privilegio di cui godono i Parlamentari eletti si cancella definitivamente solo se il Parlamento, nell’ assolvere alla funzione costituzionale e nell’ essere portatore vero delle volontà dei cittadini, riesce a cancellare quel sentimento di impunità che si è andato diffondendo al suo interno quale figlio della appartenenza o delle convenienze partitiche.

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

I membri del Parlamento, nell’attuazione della vera rappresentanza dei cittadini che li hanno eletti, devono essere liberi  di decidere di privare  la libertà personale di un Parlamentare.

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

I “fatti” e la loro coscienza e non l’appartenenza devono determinare le scelte anche se  dolorose. Per la salvezza delle istituzioni deve essere frenata la degenerazione morale dei rappresentati del Parlamento.

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

Il privilegio di cui godono i Parlamentari eletti si cancella definitivamente solo se il Parlamento, nell’ assolvere alla funzione

In questa ottica una maggiore severità nella valutazioni delle autorizzazioni verrà percepita dai cittadini, non solo come l’ inizio dell’auspicato cambiamento, ma anche come l’avvento della fine dei tanti privilegi della casta politica.

E’ sicuramente nota al grande pubblico la decisione della Camera dei Deputati di consentire l’arresto del suo membro eletto

Domenico Pellegrino

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I cattivi maestri

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e deputato Pdl autosospesosi dal gruppo, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta P4, lo sia o meno; ciò che è certo però è che ho avuto modo di trovarmelo come insegnante di diritto durante un master di giornalismo. Sguardo pingue, modi spicci anche se mascherati da un amore per il lusso superato solo dalla spocchia di un sapere nozionistico e privo di qualsiasi mordente che non fosse la propria  superiorità, Papa è uno di quei professori per cui la cultura è un sapere infuso dall’altro ed il dibattito un inutile perdita di tempo.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Non ricordo altro di quel “maestro” di diritto se non l’invito finale che ci rivolse durante l’ultima lezione prima di lasciarci e andar via: «Prima di giudicare e farvi un’opinione leggetevi bene il progetto di legge volto a riformare la disciplina sulle intercettazioni presentato in Parlamento». Non so se il nostro avesse già un presentimento o fosse in buona fede, fatto sta però che a distanza di poco più di un anno, l’ex magistrato, grazie proprio a quelle intercettazioni che lui voleva riformare, l’ho ritrovato nelle cronache politiche e giudiziarie dei giornali.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Papa deve andare in carcere, è il verdetto emesso dal Gip e non ancora eseguito. In qualità di deputato, l’esponente del Pdl gode dell’immunità revocabile soltanto dall’aula, mercoledì prossimo ci sarà il voto.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Come al solito l’opinione pubblica si divide tra innocentisti e colpevolisti ignorando la vera questione di fondo.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Chi è Alfonso Papa, prima di essere un ex magistrato e deputato, se non un cittadino comune uguale a tutti quanti gli altri? La sua dignità violata da una misura cautelare a suo avviso iniqua è forse meritevole di maggior tutela rispetto a quella dell’uomo della strada?

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Papa fino all’ultimo grado di giudizio è innocente e tale rimarrà anche se dovesse finire in carcere prima della conclusione del processo, ma non gli si regali guarentigie volte a discriminare rappresentanti e rappresentati.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e


Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

La vera battaglia che il Parlamento dovrebbe combattere non è impedire che Papa vada in carcere ma far capire all’opinione pubblica che una misura cautelare non vuol dire esecuzione di un giudizio di condanna definitivo.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

La vera battaglia che i politici tutti dovrebbero portare avanti non è riformare le intercettazioni ma insegnare ai giornalisti di domani l’uso cauto e consapevole che di esse bisogna fare.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

L’unica vera battaglia che il popolo dovrebbe condurre è impadronirsi della propria dignità di cittadini e vietare a chi ha il precipuo compito di rappresentare di divenire il dominus occulto delle proprie esistenze.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Cattivi maestri non si nasce, lo si può diventare però; specie quando una democrazia, al governo di tutti per sciatteria o ignoranza, preferisce quello di pochi.

Dicesi che il male di una società dipenda sovente dagli insegnamenti dei cattivi maestri, non so se Alfonso Papa, ex magistrato e

Raffaele de Chiara

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Il ritorno di Redford

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA


DALLA SALA AL SALOTTO


Non c’è niente da fare. Il cinema americano tocca le cime della perfezione nel momento in cui rievoca frammenti del passato oscuro della nazione, del quale ancora oggi avverte lo strascico. Da questa operazione nacque il fortunatissimo filone sul Vietnam, il quale ha fatto legge negli anni ottanta. Ma c’è un regista in America la cui missione è stata ed è quella di scavare nell’intimo della storia del suo Paese. Stiamo parlando di Robert Redford, giunto al suo ottavo lavoro dietro la macchina da presa, uscito nelle sale italiane lo scorso 25 giugno. Si tratta di The Conspirator, pellicola dedicata agli eventi successivi all’assassinio del presidente Abraham Lincoln, all’indomani della conclusione della Guerra Civile fra nordisti e sudisti.

DALLA SALA AL SALOTTO

Dopo una serrata caccia all’uomo, vengono arrestati sette uomini e una donna, rea di aver ospitato il gruppo di cospiratori nella sua pensione. La donna si proclama subito innocente, e per provare la sua tesi viene affidata ad un giovane avvocato nordista, il quale accetta la sua difesa inizialmente con riluttanza. Il pubblico italiano aveva già gustato un affresco a tinte chiare con Via col Vento, ma ora l’atmosfera è decisamente cambiata. L’intento del regista è svelare i lati oscuri della riappacificazione fra le due anime degli Stati Uniti, suggellata dall’esecuzione di una donna dopo un processo lacunoso, nel quale il pregiudizio e la furia popolare ha sopraffatto il diritto e la legge.

DALLA SALA AL SALOTTO

DALLA SALA AL SALOTTO

I protagonisti del film sono Robin Wright Penn e James Mc Avoy, concorrente di se stesso data l’uscita quasi coincidente di Conspirator e X Men Destiny.

DALLA SALA AL SALOTTO

Il film non mancherà di sollevare quesiti di immediata attualità, perfino in piena era obamiana, salutata da molti come epoca del trionfo della civiltà dopo le perversioni repubblicane. Del resto, non si poteva chiedere a Robert Redford di darci un taglio, dopo aver speso 30 anni nella ricerca della verità. L’ex enfant prodige di Butch Cassidy firma una regia essenziale, tutta incentrata sulla trama. Vuol farsi perdonare per il polpettone interminabile di Leoni per Agnelli? Dal punto di vista della durata, pare proprio di sì.

DALLA SALA AL SALOTTO

Enrico Frasca

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Bahrein, un altro fronte

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

Con il collasso dell’Impero ottomano, nel 1916, il Bahrein è diventato un vero e proprio protettorato britannico e lo è rimasto fino al

L’OCCHIO E LA TASTIERA

L’OCCHIO E LA TASTIERA

Con il collasso dell’Impero ottomano, nel 1916, il Bahrein è diventato un vero e proprio protettorato britannico e lo è rimasto fino al 1971. Questa è la data della definitiva indipendenza del Bahrein. L’orientamento politico interno è improntato a un tradizionalismo islamico analogo a quello dell’Arabia Saudita. Il Bahrein ha concesso una base navale agli Stati Uniti per dimostrare la sua politica filo occidentale, cosa risultata non gradita all’Iran, che sostiene la comunità sciita. Non è uno scontro a livello confessionale. Il suo assetto istituzionale, era disciplinato dalla Costituzione del 1973, poi sospesa nell’agosto 1975. L’attuale Re di Bahrein dichiara poi uno stato di emergenza di tre mesi a seguito di richieste della minoranza sciita, presente nel Paese. Numerosi gli scontri e i feriti: 200 feriti, 3 morti (tra cui anche un poliziotto). Lo scontro mobilita le due compagini religiose: sciiti e sunniti. I primi sono appoggiati dall’Iran e si localizzano principalmente nell’isola di Sitra, viceversa i secondi hanno l’appoggio dell’Arabia Saudita. Comunque il processo rivoluzionario, tuttora in corso, non ha un carattere esclusivamente confessionale, l’opposizione infatti chiede riforme di carattere economico, sociale e soprattutto politico-costituzionale e relativo alle libertà civili. Non vi è, nei movimenti rivoluzionari (pur composti in prevalenza da sciiti) alcun senso di solidarietà con l’Iran, che anzi sarebbe probabilmente danneggiato, a livello di possibile contagio rivoluzionario, dalla nascita di una monarchia costituzionale su modello europeo o da una repubblica democratica, dalla popolazione sciita, a così poca distanza dalle sue coste.

Con il collasso dell’Impero ottomano, nel 1916, il Bahrein è diventato un vero e proprio protettorato britannico e lo è rimasto fino al

Quanto sopra ci fa capire che spesso ci vengono date notizie alquanto manipolate.


Con il collasso dell’Impero ottomano, nel 1916, il Bahrein è diventato un vero e proprio protettorato britannico e lo è rimasto fino al


La verità è che il petrolio, l’influenza economica e strategica del Bahrein in conflitto con quanto la storia e i dissidenti morti chiedono ormai da decenni, dovrebbero farci riflettere oltre ciò che appare. Come il GP di Formula 1  A chi importa? L’Italia dovrebbe rifiutarsi di aderire. Per rispetto verso i crimini commessi.

La verità è che il petrolio, l’influenza economica e strategica del Bahrein in conflitto con quanto la stor

Vincenza Rutigliano

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“Detenzioni, torture, omicidi, processi militari dall’inizio delle proteste.

5 luglio 2011

(Washington, DC) – Il governo del Bahrain, dal marzo 2011, ha portato avanti una campagna punitiva e vendicativa di repressione violenta contro i propri cittadini, ha pubblicato oggi Human Rights Watch in un documento informativo.

“Crisi dei diritti umani in Bahrein”(cliccare su” Scarica il rapporto “a destra per il documento completo) riassume la ricerca di Human Rights Watch sulla base delle proteste a favore della democrazia che hanno avuto inizio nel mese di febbraio. Human Rights Watch ha rilevato un incremento di arresti arbitrari e detenzione in isolamento, torture, processi ingiusti da tribunali militari abusivi, così come i licenziamenti sommari di lavoratori accusati di simpatizzare con le proteste.

L’OCCHIO E LA TASTIERA

(traduzione integrale su http://vincenza63.wordpress.org)
Traduzione a cura di Vincenza Rutigliano
Human Rights Watch non è responsabile di errori e inesattezze.
Link all’articolo in lingua originale: http://www.hrw.org/en/news/2011/07/05/bahrain-s-human-rights-crisis-0

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Il funerale della concorrenza

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

DIVERSE OPINIONI

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale manovra, fa e farà delle tasche dei cittadini. Tutti hanno letto o sentito parlare di una sorta di rivolta di deputati e senatori avvocati di professione eletti nelle fila del PDL che si è manifestata in Parlamento, senatori e deputati che hanno minacciato di non approvare il decreto legge sulla finanziaria e, quindi, di provocare la crisi di governo al buio  se non si fosse cancellato, da tale legge, l’articolato che, a loro detta, avrebbe abolito gli ordini professionali. I cittadini hanno, quindi, sentito, senza capirne la ragione e la reale portata, che,  per tali parlamentari , la conservazione degli ordini professionali è ancor più importante del bene nazionale in pericolo e sotto scacco della speculazione internazionale. Le spiegazioni date dalla classe politica italiana sono state tante ma tutte forvianti perché il gran polverone è servito solo  a tutelare i privilegi di alcuni pochi componenti le professioni.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Il  decreto legge sulla finanziaria recepiva, finalmente, le raccomandazioni dell’Europa sulla necessità di ampliare gli ambiti della concorrenza ed uniformare l’accesso alle professioni nel nostro paese consentendo, altresì, l’ingresso  del “capitale” nelle professioni liberali  e, quindi, consentendola possibilità di poter costituire, società di capitale, anche, con altri soggetti estranei modificando sia il rapporto professionista – cliente sia introducendo ex novo,  un  rapporto società professionale – professionista completamente sconosciuto atto a sia a scardinare le situazioni di privilegio che, la sola partecipazione negli organismi di controllo (ordini e Consiglio nazionale forense), consente a pochi, sia di dare speranza ai futuri professionisti  di avere una modalità di accesso alle professioni diverso dall’attuale senza cambiare il rapporto cittadino – professionista in termini di qualità.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Il Consiglio nazionale forense, per salvare i privilegiati,  è intervenuto sugli avvocati parlamentari ordinando loro di affossare la norma incurante del rischio di mandare il paese Italia a rotoli.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Chi si affaccia alle professioni sarà, quindi,  costretto ancora a mendicare la possibilità di fare un praticantato assolutamente non remunerato; continuerà nel periodo di praticantato a non imparare nulla così come nulla ha imparato nei corsi universitari; infine continuerà ad essere costretto a sopportare l’obbligo e l’onere di un esame scommessa.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Tutto questo perché il Parlamento italiano, nell’assoluta incapacità dei suoi componenti, con la eliminazione delle norme in questione, non ha fatto il bene comune, ma ha, non solo, celebrato il funerale del concetto di  concorrenza nelle professioni liberale italiane, ma ha, contemporaneamente , allontanato  la speranza di un futuro  almeno più roseo per un rilevante numero di futuri professionisti,  il tutto, per favorire pochissimi privilegiati e renderli sempre più ricchi ed arroganti.

La manovra finanziaria dell’anno 2011 è sotto  gli occhi di tutti gli italiani ed è, altrettanto, sotto gli occhi di tutti lo scempio che, tale

Domenico Pellegrino

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Perchè non credergli?

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista a “Repubblica” è stato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il premier non ha mancato poi di far sapere che il candidato naturale a succedere all’attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non può che essere il sottosegretario Gianni Letta. L’opposizione, tignosa e velatamente populista, tuona contro l’ennesima presa in giro del Cavaliere.

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Un nuovo segretario di partito, Angelino Alfano, benchè nominato per acclamazione, rappresenta pur sempre una svolta, per un partito il Pdl che, sebbene sia nato dalle ceneri di Forza Italia e Alleanza Nazionale, si è sempre incarnato nella figura carismatica di Berlusconi.

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Un’età, quella del premier, che biologicamente di certo non può prolungarsi all’infinito e la soglia delle ottanta primavere rappresenta un limite invalicabile per chiunque aspiri alla presidenza del consiglio.

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Un vissuto, quello dell’uomo venuto dal niente che, al netto delle vicende giudiziarie che lo continuano a tormentare, gli ha regalato così tante ricchezze da consentirgli di avviarsi con serenità verso una serena dipartita finale.

così tante ricchezze da consentirgli di avviarsi con serenità verso una serena dipartita finale.

ista


Credergli o meno quando dice di voler lasciare lo scettro del comando ad altri più giovani di lui?

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

E’ un interrogativo dinanzi al quale solo con la sciatteria di chi per professione ha scelto la ceca intransigenza del no a prescindere si può rispondere con una chiusura al dialogo senza se e senza ma. Specie ora in un momento di fortissima crisi economica e sociale.

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Non so ovviamente se Berlusconi dica il vero o se stia per mentire per l’ennesima volta prendendo in giro un Paese che, piaccia o meno, per quasi un ventennio lo ha amato e continua in qualche modo ad adorarlo, ma credo che sia il caso di dargli credito.

meno, per quasi un ventennio lo ha amato e continua in qualche modo ad adorarlo, ma credo che sia ilcaso di credergli.

Un’età, quella del premier, che biologicamente di certo non può prolungarsi all’infinito e la soglia delle ottanta primavere

Il non farlo cosa comporterebbe se non un ulteriore avvelenamento della vita pubblica?

«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Alla maniera di Blaise Pascal che scommetteva sull’esistenza di Dio, “Perché tanto se esiste si ottiene la salvezza, se invece non c’è, si è vissuto ugualmente un’esistenza lieta rispetto alla consapevolezza di finire in polvere” io, da sempre “non simpatizzante” di Berlusconi scommetto sul mantenimento della sua parola; non perché gli creda ma semplicemente perché è l’unica strada per uscire in maniera incolume da un’ipnosi collettiva che dura ormai da oltre tre lustri.


«Alle prossime elezioni non mi ricandiderò. A 77 anni non si può governare un Paese» ad affermarlo durante una recente intervista

Raffaele de Chiara

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