giovedì 23 febbraio 2012

La semplicità dei grandi maestri

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 2 COMMENTI

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino urticanti, ma sempre di una sbalorditiva profondità di analisi. Ignoravo la sua storia professionale ma ogni qual volta iniziavo a leggere i suoi pezzi una mano invisibile mi afferrava per il collo e mi trascinava lì tra quelle pagine brevi ed intense. A volte ne rimanevo estasiato altre fermamente indignato, ma pur sempre interessato ai ragionamenti di quello strano giornalista. Commentavo i suoi scritti con i miei interlocutori esordendo: “Non so se conosce, un giornalista de L’Espresso, Giorgio Bocca” e quelli ogni qual volta mi guardavano con un’aria stranita, quasi come se stessi dicendo un’eresia, il tempo mi avrebbe poi detto il perché. Quello che allora per me era solo “un giornalista” in realtà era uno che del giornalismo aveva fatto la storia.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Immaginare di parlargli anziché leggerlo soltanto dalle pagine dei giornali era un’aspirazione che già qualche tempo fa ebbi l’onore di realizzare, una breve intervista al telefono per discutere di Napoli e del suo eterno immobilismo. Rimaneva ancora un sogno però: incontrarlo di persona.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

«Può attendere mezz’ora? Il dottore si scusa ma è impegnato, si libererà il prima possibile» sono a Milano, a casa di Giorgio Bocca, la donna che mi accoglie con disponibilità è la governante, mi guida in un piccolo salotto e mi invita ad aspettare. L’attesa per chi fa questo lavoro è una variabile imprevedibile e sempre in agguato, per gli intervistati di riguardo, gli orari degli appuntamenti il più delle volte sono meri dettagli. Passano meno di dieci minuti e la donna sorridente di cui prima, mi conduce nello studio; è un attimo, ma il pensiero corre via veloce alle ore di attesa che mi sono sorbito in passato per essere ricevuto da politicanti o signorotti locali che altro non avevano da mostrare se non la loro spocchia e la loro sospetta ricchezza, ora più che mai figure grottesche al cospetto di chi pur potendosi ergere sul piedistallo vi rinuncia volentieri.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Un immenso studio-biblioteca governato da decine e decine di libri, che quasi a proteggerla, avvolgono una figura minuta che siede dietro un paio di scrivanie messe una di fianco all’altra. Bocca, il grande vecchio del giornalismo italiano, è lì che mi aspetta. «Buongiorno» dice e con estrema educazione e gentilezza si alza per stringermi la mano, un gesto apparentemente banale se non fosse per la sua età e per qualche piccolo problema di deambulazione, Bocca ha novant’anni.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Parliamo del Caso Tortora, il presentatore che negli anni ottanta fu accusato ingiustamente di appartenere alla camorra, una vicenda che sconvolse l’Italia e che Bocca seguì con attenzione. Ma discutiamo anche dell’attuale situazione politica, del berlusconismo, e del difficile mestiere del giornalista. Oltre dieci ore di viaggio e due giorni lontano da casa per un’intervista durata poco più di un’ora e che non dimenticherò mai.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Vado via, Bocca mi accompagna sull’uscio, gli chiedo un consiglio sua cosa debba fare per potermi affermare in questa professione «Oggi è difficile come lo era ai miei tempi – mi risponde – ma se è questo quello che lei realmente vuol fare vedrà che ce la farà». Gli stringo nuovamente la mano, la porta alle mie spalle si chiude lentamente. Una strana emozione attraversa la mia mente, non ho fatto la storia del giornalismo ma oggi più che mai posso dire di averla conosciuta.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

La semplicità più delle conoscenze, la disponibilità più del sapere, il confronto con le nuove generazioni più che l’autoreferenzialità, il segreto dell’essere grandi consiste proprio in questo.

Ho iniziato ad appassionarmi al giornalismo leggendo i suoi editoriali, pungenti, a tratti perfino

Raffaele de Chiara

Popularity: 8% [?]

“Bat box” per pipistrelli

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

 

La legge li protegge fin dal 1939 quando, il riconoscimento del loro ruolo di regolatori naturali delle popolazioni di zanzare, al tempo potente veicolo di malaria, diede origine ai primi provvedimenti di tutela e conservazione dei pipistrelli, e alla costruzione dei primi cosiddetti “pipistrellai”. Oggi, a oltre 70 anni di distanza dalla bonifica delle paludi dell’Agro Pontino, primo episodio di realizzazione di rifugi artificiali per pipistrelli, l’esigenza di garantire una “casa” a questi animali somma all’annosa funzione biologica di lotta alle zanzare la progressiva diminuzione di spazi necessari alla loro sopravvivenza e il conseguente rischio estinzione.

 

Nasce così, infatti, l’odierno progetto “bat box” che consiste nella realizzazione di cassette di legno destinate ad ospitare i pipistrelli che, ad inizio primavera, lasciano rifugi invernali come grotte, caverne e scantinati per raggiungere luoghi ricchi d’insetti dove alimentarsi.

 

Progetto che, seguendo il percorso intrapreso già da tempo in svariate città d’Italia, i volontari del “WWF Agro Aversano-Napoli nord e Litorale Domizio” hanno deciso di promuovere mediante la realizzazione in maniera del tutto artigianale di proprie “bat box” da distribuire nel corso degli appuntamenti con l’associazione in cambio di una donazione minima di 25 euro da cui, detratte le spese per materiali e manodopera, il ricavato residuo sarà interamente utilizzato per ulteriori progetti del WWF.

 

Tra gli obiettivi complementari del progetto bat box vi è quello di rivalutare la figura del pipistrello da sempre costretto a fare i conti con leggende che li dipingono come animali che attaccano l’uomo, che succhiano sangue e con altre assurdità simili, frutto per lo più della non conoscenza dello straordinario mondo dell’unico esemplare di mammifero al mondo capace di volare, la cui protezione e conservazione di essi e dell’habitat in cui vivono, sono sancite in via ufficiale sin dai primi anni ’80 (Convenzione di Berna, 1982; Convenzione di Bonn, 1983).

 

Nel 2005, l’Italia ha sottoscritto l’accordo internazionale Bat Agreement” mediante il quale si impegna a identificare e proteggere i siti di rifugio e le aree di foraggiamento, intraprendere misure di divulgazione e sensibilizzazione del pubblico, promuovere programmi di conservazione e gestione dei chirotteri.

 

Vincenzo Viglione

 

Info:    ww.faversa@alice.it

http://wwwfaversa.it/bat-box.htm 

Popularity: 31% [?]

Una domanda che riguarda tutti

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 1 COMMENTO

 

Chi assistette alla scena racconta di un momento di mancamento e di irrefrenabili conati di vomito, «è una macelleria» esclamò l’ispettore dei carabinieri che per primo entrò; eppure nella sua carriera ne aveva viste tante. L’omicidio di Novi Ligure del 21 febbraio 2001, è senz’altro tra gli episodi criminali più macabri che il nostro Paese abbia mai conosciuto. Oltre novanta coltellate e nessun movente, vittime della furia assassina furono Susi Cassini e il figlioletto Gianluca di 11 anni, autori di quella barbarie l’altra figlia di Susi, Erika ed il fidanzatino di allora Omar, avevano rispettivamente 16 e 17 anni.

 

Da allora sono passati dieci anni, ancora uno ed Erika sarà di nuovo libera, Omar ha già pagato ed è uscito dal carcere.

 

L’opinione pubblica come al solito è divisa, giusto o sbagliato rimettere in libertà chi uccise con tanta ferocia la propria madre e il proprio fratellino?

 

 

Cosa sia il futuro per un adolescente è un’emozione che con gioia e a volte con disagio avremmo senz’altro provato sebbene ne abbiamo perso la memoria.

 

Il futuro di questi ragazzi che hanno senz’altro sbagliato ma che per loro fortuna, vivono in una società civile, è stato la monotona quotidianità di una vita dietro le sbarre.

 

Il domani tristemente uguale all’oggi non può che avere un diversa valenza per un adolescente e per un adulto.

 

Non giustifico quel delitto come potrei d’altronde; non posso comprenderlo  perché una motivazione non ha, ma vorrei che servisse da monito ad una società sovente maledettamente ipocrita e manichea. Il bene è sempre da una parte ed il male dall’altra, la pena non è sinonimo di vendetta ma di rieducazione e di reinserimento del reo nella comunità.Una stridente contraddizione di cui i malumori da taluni sollevati per la rimessa in libertà degli omicida di Novi Ligure ne sono il grottesco emblema.

 

«Devo proteggerla al limite anche da se stessa. Una ragazza della sua età deve per forza avere un futuro. Ma quando la guardo, a volte penso: dove ho sbagliato?» In dieci anni sono le uniche parole, per giunta rubate da un verbale di interrogatorio, dell’ingegnere Francesco De Nardo, il padre di Erika.

 

La sua è una domanda che non riguarda solo la sua coscienza di padre e marito ma tutti noi, figli di una società con troppe certezze e pochi dubbi. 

 

Raffaele de Chiara

 

 

Popularity: 14% [?]

L’occhio e la tastiera

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 2 COMMENTI

 

L’occhio è lo specchio dell’anima. Partendo da questo detto popolare, sulla cui verità si discute spesso, proverò a iniziare un percorso che non so assolutamente dove ci porterà, ma del quale conosco sicuramente due elementi portanti: gli occhi e l’anima. Il canale attraverso il quale avviene l’osservazione e il mezzo con cui la si rende fruibile a chi non ha potuto esserci per i motivi più diversi: distanza, disinteresse culturale e morale, scarsa consapevolezza o soltanto cecità intellettuale.

 

Da qualche tempo ho scelto di utilizzare questi mezzi per occuparmi di diritti umani e della loro tutela, anzi a dire la verità sono loro ad avermi attirata e catturata in modo definitivo.
Leggendo qua e là per siti che si occupano di queste tematiche, la mia attenzione è stata presa dal sito di Human Rights Watch – HRW – un’organizzazione non governativa con sede a New York (Usa) il cui scopo è diffondere informazione, tutelare e denunciare violazioni e abusi sui diritti umani universalmente riconosciuti dalla Carta Internazionale dei Diritti dell’Uomo e dalle leggi dei singoli Governi locali e comunitari (es. UE).

 

Dapprima sono rimasta colpita e affascinata allo stesso tempo dall’intensità e dalla violenza della verità di moltissime immagini, che parlavano ancora prima delle parole scritte sia sotto forma di comunicato stampa sia di rapporto completo vero e proprio. L’impatto poi della parola “letta” è stato forse ancora più forte, sostenuto e rafforzato dalle testimonianze, dai numeri, dalle descrizioni a volte estremamente particolareggiate anche in modo crudo e a volte molto cruento, però vero.

 

Ho cominciato a tradurre (tra l’altro questa è la mia professione…) dall’inglese alcuni comunicati stampa su argomenti diversi – bambini soldato, diamanti di sangue, emarginazione dei detenuti sieropositivi ecc. – e diffonderli attraverso il mio blog per sensibilizzare amici e conoscenti su alcuni argomenti e notizie che non appaiono mai nei nostri telegiornali e dei quali dovremmo essere consapevoli nella vita e nelle scelte di tutti giorni.

 

Piano piano ha preso forma un progetto diventato poi realtà grazie a questo spazio nel quale potrò, attraverso l’occhio di Human Rights Watch e la mia tastiera, fare da ponte tra realtà di abusi e di conseguente denuncia apparentemente lontani da noi e il nostro livello di consapevolezza e coscienza critica di quanto, al contrario, “l’altro” sia così tanto simile a noi. Nella sofferenza, nella lotta, nella dignità. Ad ogni costo.

 

Vincenza Rutigliano

Popularity: 100% [?]

Un brutto esempio di impegno civile

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 4 COMMENTI

 

Una folla assiepata e vogliosa di cambiamento, gente comune ed intellettuali, tutti uniti nel chiedere al Presidente del Consiglio di rassegnare le proprie dimissioni. “Berlusconi dimettiti” è il titolo della manifestazione organizzata dal movimento  “Libertà e Giustizia” al PalaSharp di Milano. Sul palco salgono pensatori del calibro di Roberto Saviano, Umberto Eco e Gad Lerner, fieri  e coesi, nell’affermare che l’Italia vera è un Paese diverso da quello rappresentato in patria e all’estero dal Cavaliere.

 

Durante la manifestazione c’è spazio anche per l’intervento di G. un bambino di tredici anni, che a stento raggiunge il leggio e che goffamente tenta di decantare la sua indignazione verso una società sciatta ed ingiusta.

 

Emblema del riscatto e della voglia di cambiamento secondo gli organizzatori della manifestazione, simbolo della barbarie mediatico-culturale per i fan berlusconiani, G. suo malgrado è divenuto la personificazione di una visione della realtà che non conosce più mezze misure.

 

 

 

 

 

A dominare ancora una volta è l’eterno scontro tra bene e male.

 

Ascoltando la sua voce di bimbo rotta di tanto in tanto dall’emozione, osservando l’impaccio con cui si confrontava con una platea di diecimila persone a lui vicina ma quantunque distante, cosa hanno in comune un ragazzino appena adolescente ed una folla di adulti giustamente indignati? Ciò che si prova è semplicemente un sentimento di inadeguatezza.

 

Quel bambino rappresenta un disagio che è giusto tenere in considerazione ma di cui non può essere egli stesso portavoce in un contesto che giammai gli appartiene.

 

L’adolescenza oggi non è un’età in cui ci si lascia facilmente manipolare dai genitori,  né tanto meno è una fase della vita che necessita delle stesse cure riservate agli infanti; essa è un periodo dominato da eccessi e da esperienze che quantunque sbagliate meritano di essere vissute fino in fondo, a patto  però che si svolgano con i propri coetanei.

 

A noi adulti, disillusi da una società che sebbene abbiamo contribuito a costruire continua a non piacere, il solo compito di rispettarli.

 

Forse che un ragazzino non possa formarsi delle proprie convinzioni o partecipare attivamente alla vita sociale del suo Paese senza correre il rischio di essere visto come strumento di persuasione? Certo che no, guai a ritrovarsi un domani un Paese popolato da ignavi ma che lo si faccia nei giusti modi e nei giusti contesti.

 

La manifestazione del PalaSharp al riguardo è stato solo un pessimo esempio di impegno civile.

 

Raffaele de Chiara

 

 

Popularity: 7% [?]

Upter Green

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

 

Che parole come certificazione energetica piuttosto che agricoltura biologica siano ormai strettamente correlate alla nostra economia è ben noto. Ed è altrettanto noto l’impatto con cui la ricerca e la produzione di materiali e dispositivi ad alta efficienza energetica ovvero, di alimenti cosiddetti “bio”, abbia letteralmente rivoluzionato un mondo del lavoro sempre più condizionato da tutte quelle attività di formazione ora più che mai necessarie a creare le giuste professionalità che andranno ad animare il mercato del cosiddetto “green job”.

 

Se però, fino ad oggi, nozioni e informazioni in tal senso erano appannaggio di una molteplicità di corsi di formazione la cui scelta è resa difficile da un’offerta formativa altrettanto variegata, da qualche tempo si sta cercando di mettere ordine in questo mondo mediante l’istituzione di veri e propri percorsi accademici dedicati ai lavori verdi riguardanti chi si occupa di energie alternative, gestione dei rifiuti, comunicazione ambientale.

 

Una delle novità più interessanti da questo punto di vista proviene dall’Università popolare di Roma dove è stato avviato “Upter Green” (www.upter.it), un progetto che grazie alla collaborazione di esperti e docenti, si propone di fornire delle nozioni di base relative ai green job, da approfondire successivamente mediante la partecipazione a corsi specifici diretti alle figure di guida turistica ambientale, bio-agricoltore, giornalista ambientale, certificatore energetico e tecnico delle energie rinnovabili.

 

La qualità dei percorsi formativi è garantita dalla partner del calibro di Ambiente Italia nella sezione riguardante le guide turistiche ambientali ovvero, di Aiab, associazione italiana di riferimento per le coltivazioni sostenibili, nella parte che riguarda la bio-agricoltura, per arrivare al Kyoto Club nell’offerta rivolta ai tecnici per il risparmio energetico.

 

Prove tecniche di futuro sostenibile.

 

Vincenzo Viglione

Popularity: 6% [?]

L’Italia del berlusconismo

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

 

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiamò la questura di Milano chiedendo l’immediata scarcerazione di Karima el Mahroug meglio conosciuta come Ruby, arrestata per furto,  perché era convinto si trattasse della nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Così la pensano i 315 deputati su 614 che hanno respinto l’autorizzazione a perquisire lo studio del ragioniere Giuseppe Spinelli. Il provvedimento è stato chiesto dalla procura di Milano che indaga sulla presunta concussione del Cavaliere ai danni di alcuni alti funzionari della polizia. Trattandosi del ragioniere di fiducia di Berlusconi, lo studio Spinelli, è considerato al pari di una segreteria politica e come tale inviolabile senza l’autorizzazione preventiva del Parlamento.

 

Durante il voto un solo astenuto, il deputato Fli Luca Barbareschi reduce da una recente visita a casa del Presidente e indeciso se ritornare o meno nelle fila del Pdl. Un’intervista, rilasciata da Berlusconi al giornalista del Tg1 Michele Renzulli, qualche giorno prima del voto di cui sopra, in cui non compare nessuna traccia delle vicende giudiziarie del premier. Unico tema: le mirabolanti riforme da apportare alla Costituzione per dare maggiore impulso all’economia.

 

I magistrati come una muta famelica di comunisti bigotti pervasi di antiberlusconismo.

 

Il cerchiobottismo e l’ambiguità di pensiero elevato a rispettabile modus vivendi.

 

Il giornalismo come emblema di condiscendenza e acquiescenza al potere costituito.

 

E’ l’Italia di oggi, quella che celebra il 150 anniversario della sua fondazione.

 

Guardo alle nuove generazioni e ciò che scorgo giorno dopo giorno è una continua assuefazione al nichilismo, nessuno o quasi che si indigni, nessuno o quasi che abbia un sussulto di dignità e un moto di amor proprio che gli consenta di dire basta.

 

 

Basta con la menzogna di un potere che oltre a trastullarsi con le proprie perversioni pretende di rabbonire gli elettori con il gusto dolciastro dell’arzigogolo melenso.

 

Basta con il sotterfugio di chi dietro l’ossessiva ostentazione del dubbio nasconde soltanto la propria volontà di ricchezza.

 

Basta con chi alla verità sempre fallibile antepone la sicurezza di certezze menzognere.

 

Cosa facesti dinanzi allo sfasciume politico e sociale di quegli anni? E’ il pensiero costante che mi accompagna in questi giorni tristi.

 

E’ l’incubo di una domanda a cui un domani potrei dover rispondere a mio figlio se mai avrò la possibilità di metter su famiglia.

 

Raffaele de Chiara

 

 

 

 

Popularity: 10% [?]

Rise Up!

Pubblicato da Onda Anomala giovedì 23 febbraio 2012 COMMENTA

 

 

Il popolo si solleva contro le aggressioni di politica ed economia

 

Vincenzo Viglione

Popularity: 5% [?]

Ingiustizie in nome del Popolo Italiano

Ci sono storie che non si vorrebbe mai leggere, volti che si preferirebbe non incrociare mai neppure in foto, vicende [...]

Il Paese delle emergenze e dell’oblìo

“Inferno di ghiaccio”  è il titolo più abusato e nel contempo più farsesco che i media nostrani adottano per descrivere [...]

30 anni ed un sogno: lavorare

La noia del posto fisso e la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che tutela dal licenziamento senza giusta [...]

Tag